1984

Di George Orwell
Titolo originale: 1984
Voto: 9,5
Prima edizione: 1949
Numero di pagine: 320
Consigliato: Si

Tags: Inglese, Classico, Fantascienza, Distopico
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Trama in breve

Winston Smith vive nel 1984 immaginato da Orwell; il Grande Fratello è colui che regna su tutti e il popolo è chiamato ad adorarlo e a credere in lui fedelmente. Gli appartamenti dove vivono, mangiano, lavorano e socializzano i membri del partito esterno ed interno (di cui fa parte il protagonista) sono pieni di teleschermi che registrano ogni loro conversazione ed azione per evitare che commettano uno Psicoreato contro il Grande Fratello. Winston è stufo di questa vita e vuole trovare il modo di cambiare il sistema in cui si trova.

Incipit

Era una luminosa e fredda giornata d'aprile, e gli orologi battevano tredici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta, tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui. 

Recensione

1984 di Orwell è il libro distopico per eccellenza, quello che andrebbe indicato a tutti coloro che vogliono approcciarsi alla fantascienza, un classico di un'attualità incredibile, un libro con una trama interessante che può adattarsi a lettori di ogni età.

Il termine "distopico" non è conosciuto da tutti perciò vi spiego brevemente di cosa si tratta; ne fanno parte romanzi e racconti che hanno come obiettivo quello di descrivere una realtà futura anti utopica, cioè distopica. L'intento dell'autore è quello di descrivere quello che potrebbe succedere al mondo se certe cose che vede nel suo presente continueranno a svilupparsi e a prendere piede nel mondo del futuro. Nel periodo di Orwell di libri di questo genere, specialmente in Inghilterra, ne sono stati scritti diversi e, anche oggi, vi sono romanzi di questo genere. Nel 1948, quando l'autore ha scritto questo romanzo, l'attenzione era focalizzata sulla tecnologia, che avanzava a grande velocità ed è stata trattata anche da altri contemporanei dell'autore e dalla politica, specialmente il socialismo, elemento comune di molti scritti dell'autore.

Questo classico, ambientato nell'anno 1984, inventa oggetti e modi di vivere che nel 1948 potevano solo essere immaginati, nonostante questo non si ha l'effetto del ridicolo che mi è capitato di avere, magari, leggendo altri libri ambientati in un futuro che per noi ormai è passato, perché la trama, i fatti e persino alcuni dettagli, sono talmente attuali da spaventare. Si tratta di uno di quei libri che, letto in qualsiasi periodo, racconta di quell'epoca perché, come sostenuto dal libro stesso, la storia è ciclica e, ahimè, in qualsiasi momento storico le parole scritte da Orwell possono risultare calzanti relativamente a ciò che ci circonda. 

La prima lettura di questo romanzo l'ho fatta quando avevo 18 anni e, sebbene fossi a conoscenza della sua sfumatura politica, l'ho apprezzato di più per ciò che vi era scritto. Nonostante avessi l'età di votare e anche l'interesse di approfondire ciò che mi era stato spiegato in classe, non ho potuto apprezzare veramente la forza, la potenza del messaggio che questo libro manda. Oggi, con la rilettura, questo è cambiato; prima di tutto ho un'età e, soprattutto, un tipo d'intelligenza più adatta a questo tipo di ragionamenti e, secondariamente, sono rimasta meno folgorata dall'idea della trama, sapendo già ciò che sarebbe successo. Avendo fatto questa lettura insieme agli amici del sito italiano di Stephen King (stephenking.it) ho anche potuto notare quanto questo romanzo possa essere poliedrico; leggendo lo stesso libro le impressioni relative al messaggio che manda sono molto diverse, ognuna condizionata dalla personalità, dall'esperienza pregressa e dal modo di pensare del lettore. Ritengo questa varietà un grande punto di forza del romanzo, volente o nolente il lettore è chiamato a riflettere su certi aspetti della vita, del mondo, della politica ma poi, singolarmente, trae le sue conclusioni. Gli spunti di riflessione sono talmente tanti che può capitare che vi sia chi dà maggiore importanza ad un discorso e chi lo dà ad un altro, un elemento solamente è comune a tutti: la riflessione. 

Lo ritengo un romanzo adatto ad ogni età, che può essere apprezzato anche al di fuori del suo contesto, perché ha una trama interessante, di una genialità incredibile, vista anche l'epoca in cui è stato scritto. Per questo motivo anche i lettori più giovani, non ancora intellettualmente pronti magari, a spunti di riflessione profondi sulla propria vita, potranno apprezzarlo; magari non lo capiranno come un adulto ma potranno apprezzarne l'intento.

La struttura del romanzo è ottima; una miscela perfetta tra spunti di riflessione e accadimenti. Tutto torna, tutto è sensato e coerente con quanto scritto in precedenza e niente stona, se non quello che è stato inserito appositamente dall'autore per dare questo effetto.

Il libro è diviso in tre parti: la prima introduce il mondo del protagonista Winston e i suoi pensieri; la seconda ci fa riflettere su quel mondo e ci fa scoprire cosa decide di fare il protagonista per affrontarlo; la terza, infine, ci manda il messaggio che vogliamo cogliere.

La prima parte è quella che ho amato maggiormente sia nella prima lettura che nella seconda. La descrizione di questo mondo immaginario in cui non esiste nessuna forma di privacy, in cui viene stabilito quando amare e quando odiare e soprattutto chi, mi ha meravigliata enormemente. Più di tutto, però, ho amato il potere che viene dato alla parola, il modo in cui il Governo cerchi in tutti i modi di distruggerla, ben consapevole della sua forza. Da lettrice amo le parole e ritengo che siano importantissime, leggere questo pezzo relativo alla censura totale del modo di esprimersi valeva, da solo, la lettura dell'intero romanzo.

La seconda parte è quella più politica e anche la più lenta, quella meno rivolta alle azioni e più ai pensieri. Come ho già detto in altre recensioni, normalmente non amo che ci sia questo elemento nei romanzi che leggo, ma in questo caso devo assolutamente dissentire dalla mia opinione generale; la forza di questo romanzo è proprio il fatto che l'autore volesse farci capire qualcosa, questo libro non è stato scritto per mere convinzioni politiche bensì per attenzionare il lettore a questo argomento. La riflessione storica del romanzo non colpisce un unico partito o schieramento, ci racconta cosa siamo, cosa siamo stati e cosa potremmo diventare, non è propagande delle proprie idee ma influenzare tutti, anche i meno interessati a questo, a porsi degli interrogativi su tutto. In più la politica descritta in questo romanzo non è solo politica, è un modo di vivere, di pensare che fa riflettere su ciò che riteniamo giusto o sbagliato, importante o tralasciabile, vero e incredibilmente falso. Devo dire che, essendo io particolarmente pessimista, questa parte è stata per me anche la parte più angosciante da leggere.

La terza parte dà più importanza, invece, agli accadimenti ma allo stesso tempo in sottofondo ad ogni cosa si legge qualcosa, il messaggio che ciò che leggiamo ci invia può essere diverso per ognuno di noi, ma è fortissimo nonostante non venga esplicitato fortemente come nella parte precedente. Sono moltissime le frasi di questa terza parte che avrei voluto citarvi ma, contenendo spoiler, ho dovuto evitare di farlo.

Per quanto il romanzo cambi spesso il ritmo, passando da molto veloce a molto lento, la suspense rimane sempre inalterata. Alla fine di ogni parte succede sempre qualcosa che ci lascia con il fiato sospeso per vedere cosa succederà poi e, devo dire la verità, certe riflessioni viene voglia di saltare a piedi pari per rileggerle solo dopo quando finalmente si saprà già cosa succede. Sicuramente non si tratta di un thriller pieno di colpi di scena ma l'attenzione del lettore è comunque catturata e, anche se non si è interessati alla parte più riflessiva del libro, la storia vi prenderà sicuramente.

I personaggi descrivono persone reali e anche no. Il nucleo di esistenza di ognuno di loro è vero ed è riscontrabile in ognuno di noi; c'è quello che prende tutto per vero senza problemi, quello intelligente che si pone domande continue, quello pratico che butta tutta la sua capacità nel lavoro che gli viene dato e chi, invece, se ne frega altamente del sistema, della giustizia o ingiustizia, e pensa solo a vivere la sua vita al meglio, ricavandone tutto il piacere che può finché può. Da un altro punto di vista, però, questi fulcri umani che possiamo riconoscere vengono esasperati dalla situazione che è sicuramente diversa da quella in cui vivono la maggior parte delle persone che hanno la possibilità di leggere questo romanzo; quello che prende per buono tutto ti fa arrabbiare perché non si rende conto di ciò che gli sta succedendo, quello intelligente sembra inutile e senza spina dorsale, medita medita ma poi non trova soluzioni, quello pratico ti fa pensare che se ponesse la stessa qualità d'impegno alla causa giusta potrebbe aiutare molto e quello che se ne frega ti fa impazzire; com'è possibile non interrogarsi per niente del futuro dell'umanità e pensare solo a ciò che ti fa comodo? Eppure noi siamo così, tutti loro e anche molti altri e Orwell ci racconta come solo un autore del suo calibro può fare.  

I dialoghi tra di loro riflettono ancora di più questo aspetto, il fulcro di ognuno di loro viene messo allo scoperto e ci fa capire quanto differenti possano essere le persone, anche se condividono la stessa identica vita.

L'ambientazione è fantastica, non perché si descriva un bel mondo, ma perché sembra di essere lì dentro. Non stupitevi se, mentre leggete dei videoschermi che sorvegliano Winston, vi viene da coprirvi e camminare vicino alle pareti, Orwell lo descrive così bene ed è così realistico e credibile che anche voi, pur non coscientemente, potreste abituarvi a cercare di vivere nell'ombra. Personalmente mentre leggevo, mi sono ritrovata in un angolo buio senza nemmeno accorgermene, pensando inevitabilmente che lì il teleschermo non avrebbe potuto vedermi.

Lo stile è ottimo ma al riguardo mi sento di consigliarvi le ultime edizioni di questo romanzo. Trattandosi di un classico molte parole che sono state tradotte nelle prime edizioni in italiano sono state modificate solo in edizioni successive, anche rendendo meglio il senso del romanzo. Questo può anche portare a ritenere lo stile, anche se in realtà non si tratta di questo ma di pure scelte linguistiche, molto più difficile da affrontare da quello che in realtà è. Ho letto molti pezzi in lingua originale e vi assicuro che è molto più scorrevole e chiaro di certe edizioni italiane. Per chi conosce l'inglese può essere anche una bella idea leggerlo nella sua lingua madre, certe parole sono inventate e non saranno di facile interpretazione immediatamente ma credo che possa essere molto godibile anche così.

Lo consiglio a chiunque. Per me questo libro non può non piacere. Si può non capire pienamente, non essere portati a questo tipo di lettura, si può non trovarlo stupendo, ma questo romanzo deve essere letto e lascerà comunque e sempre qualcosa ad ogni lettore.

Trama completa (con spoiler)

Winston Smith è un membro del Partito interno del Governo dell'Oceania. Lavora per il Ministero della verità e si occupa della modificazione di tutti gli articoli di giornale usciti in precedenza che dichiarino cose diverse da quelle presenti. Un esempio è dato dalla politica; Oceania, Eurasia ed Estasia sono le solo potenze esistenti e, se l'alleato passa da Eurasia ad Estasia tutti i giornali dovranno riportare che l'Estasia è stata da sempre loro alleata. In questo modo la memoria collettiva riportata dai documenti scritti viene modificata e ricostruita dal Governo a suo piacimento.

Winston si rende conto, anche grazie al suo lavoro, di tutte le bugie che vengono dette quotidianamente dai teleschermi e diventa sempre più difficile per lui non far vedere la sua contrarietà e la sua diffidenza verso ciò che gli viene detto di fare e di pensare. Comincia a condurre una vita autodistruttiva, che lo porta a saltare gli eventi sociali che, invece, gli permettono di farsi ritenere un fervente sostenitore del Grande Fratello e beve sempre di più il gin che viene distribuito in abbondanza ai membri del Partito Interno, l'unico genere alimentare e non che è posseduto senza problemi alcuni da Winston e i colleghi. I suoi comportamenti e le sue azioni diventano sempre più pericolosi, tanto da spingerlo a comprare persino un quaderno dove decide di annotare, per i posteri, le proprie riflessioni, ben conscio che se qualche teleschermo lo inquadrasse fare una cosa simile la Psicopolizia lo arresterebbe e polverizzerebbe immediatamente.

Questo comportamento lo fa rendere anche più guardingo e certo di essere seguito da agenti o privati che vogliono denunciarne gli psicoreati che abitualmente commette. Inizialmente quando vede Julia, una giovane donna del Partito interno che lavora ai macchinari produttori di libri, pensa che sia un'agente della Psicopolizia travestito. Con il tempo scopre, però, che la ragazza lo segue perché è innamorata di lui e, così, cominciano una storia amorosa molto pericolosa. 

La relazione con Julia porta Winston a riconsiderare la propria vita, egli decide di smettere con i comportamenti autodistruttivi e di fare qualcosa per sovvertire, anche se in minima parte, l'andamento delle cose. L'opportunità di farlo gli viene data da O'Brien, un membro del Partito Esterno che da molto tempo, con espressioni sfuggevoli, ha fatto capire a Winston il suo disprezzo per il Grande Fratello. L'uomo dà a lui e a julia un libro scritto da Goldstein, il nemico giurato del Governo e li schiera nel suo esercito di spie anti Grande Fratello.

I due amanti hanno affittato un appartamento ad un prolet, questi uomini sono quelli più in basso nella gerarchia e sono considerati talmente inutili da non ritenere necessario nemmeno la presenza di un teleschermo che li sorvegli, in questo modo i due possono incontrarsi e stare in un vero e proprio appartamento senza temere di essere visti.

Un giorno in cui i due stanno leggendo il libro rivoluzionario a letto, vengono accusati da una voce che proviene da dietro ad un quadro appeso, da sempre, nella camera. A quanto pare il prolet che gli affittava da sempre l'appartamento non era altro che uno psicopoliziotto che lo teneva d'occhio ormai da parecchio tempo e Winston scopre che persino O'Brien faceva il doppio gioco per incastrarlo.

Winston e Julia vengono separati ed interrogati separatamente e inizia per loro il processo di lavaggio del cervello che li porterà ad amare il Grande Fratello. Prima di essere rilasciato Winston deve dimostrare di non amare nessun essere vivente più di se stesso, solo in questo modo potrà poi subentrare in lui l'amore per il Grande Fratello. Per questo motivo lo torturato con ciò che più gli fa paura: i topi. Grazie a questo stratagemma riescono a fargli desiderare che quella tortura venga imposta a Julia e, così, sfaldano in lui la consapevolezza di amarla.

Una volta finita questa fase danno nuovamente a Winston la libertà, un nuovo lavoro e più soldi. Questo perché non vogliono che egli muoia come un martire rivoluzionario ma vogliono prima piegarlo alla loro volontà per far sì che negli altri non rimanga alcun ricordo di lui che porti ad una successiva rivoluzione. Winston grazie al lavaggio del cervello e alla consapevolezza di rischiare ulteriori torture con i topi in caso sbagliasse di nuovo, riesce ad autoconvincersi e diventa così un fedele discepolo del Grande Fratello. Adesso è finalmente uno di loro e può essere definitivamente eliminato.

Citazioni

"Naturalmente, non era possibile sapere se e quando si era sotto osservazione. Con quale frequenza, o con quali sistemi la Psicopolizia si inserisse sui cavi dei singoli apparecchi era oggetto di congettura. Si poteva persino presumere che osservasse tutti continuamente. Comunque fosse, si poteva collegare al vostro apparecchio quando voleva."

"Quel suoni sembrava averlo stranamente rinfrancato. Egli era un fantasma isolato, che proclamava una verità che nessuno avrebbe mai udito, ma finché avesse continuato a proclamarla, in qualche misterioso modo l'umana catena non si sarebbe spezzata. Non era facendosi udire che si salvaguardava il retaggio degli uomini, ma conservando la propria integrità mentale."

"Per chi, per che cosa cantava quell'uccello? non v'era una compagna, né un rivale che lo guardassero. Che cosa lo spingeva a starsene appollaiato all'estremità di quel bosco lontano da tutto, affidando la sua melodia al nulla?"

"Non si trattava solo del fatto che l'istinto sessuale dava forma a un mondo a sé, fuori dal controllo del Partito, e quindi da distruggere - almeno nei limiti del possibile. Di gran lunga più rilevante era il fatto che la repressione sessuale produceva isteria, uno stato d'animo auspicabile, perché poteva essere indirizzato verso la psicosi bellica e verso il culto del capo."

"Non capiva che la felicità era qualcosa che non esisteva, che la vittoria poteva essere ottenuta solo in un futuro remoto, molto dopo la propria morte, che una volta dichiarata guerra al Partito era meglio pensare a se stessi come a dei cadaveri."

"Lo colpì il fatto curioso che non aveva mai sentito un membro del Partito cantare da solo e spontaneamente. Una cosa del genere sarebbe parsa leggermente eversiva, un gesto pericolosamente eccentrico, come il parlare a se stessi. Evidentemente, era solo quando si trovava in una condizione sociale prossima alla fame che la gente si metteva a cantare."

"Se riesci a sentire fino in fondo che vale la pena conservare la propria condizione di esseri umani anche quando non ne sortisce alcun effetto pratico, sei riuscito a sconfiggerli."

"Il potere è un fine, non un mezzo. Non si instaura una dittatura al fine di salvaguardare una rivoluzione: si fa la rivoluzione proprio per instaurare una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione, il fine della tortura è la tortura, il fine del potere è il potere."

Sinossi ufficiale

L'azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l'anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva". Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

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