Trama in breve

Arianna, figlia di Minosse, Re di Creta vede Teseo e si innamora di lui a prima vista. La storia mitologica viene reinventata dall'autore e raccontata dall'unico punto di vista di Arianna, ragazza adolescente.

Incipit

Appoggiata a questa finestra, riesco a vedere, lontana, una nave. So che torna da Atene, che è carica di prigionieri, e che arriverà qua, al porto, a breve. So perché quella nave è carica di prigionieri, e so di chi è l'effige sul lato destro della nave, anche se, da qui, non la posso vedere.

Recensione

Secondo libro di Ivano Mingotti che leggo. Il primo "Nebbia" mi aveva già colpito molto e, anche in questo l'impronta dell'autore è inconfondibile.

Quello che caratterizza maggiormente i libri di Mingotti è il suo stile. La scelta delle parole è accurata, la lettura scorre veloce ma allo stesso tempo delicata, come una poesia. Più volte durante la lettura mi è capitato di pensare che, come audiolibro, mi sarebbe piaciuto anche di più perché il suono delle parole scelte è davvero ricercato e trasmette esattamente ciò che la protagonista prova. Anzi, in caso aveste il tempo di farlo, vi consiglio proprio di leggere questo romanzo e anche gli altri libri dell'autore ad alta voce, godendovi ogni scelta lessicale e non affrettando la lettura.

La particolarità di questo libro è, invece, la trama. L'autore ha infatti deciso di raccontare la storia di Arianna e Teseo, già conosciuta ai più in diverse versioni, rendendola in una versione nuova e raccontata dal punto di vista di Arianna. Questa scelta è, a parer mio, molto coraggiosa perché raccontare una storia già conosciuta in maniera del tutto diversa può essere molto ostico; nelle parti conosciute può esserci poca suspense e voglia di continuare la lettura, ben sapendo cosa succede e, nelle parti "nuove", c'è la possibilità che il lettore pensi "ma come, non succedeva questo" e non apprezzi la nuova trama. Questa prova è stata superata ottimamente dall'autore che ci racconta una storia che sembra del tutto nuova e non ti fa rimpiangere il mito già conosciuto. 

Nonostante io l'abbia apprezzata e pensi che il coraggio dell'autore sia stato ben direzionato, non posso inserire la trama come un pro perché penso che non tutti i lettori gradirebbero allo stesso modo questa particolarità. Se, però, come me gradite l'idea di rileggere in chiave diversa una storia già sentita, troverete molto interessante questo libro.

La storia è raccontata dall'unico punto di vista di Arianna, è perciò lei l'unico personaggio che conosciamo veramente a fondo; tutti gli altri vengono raccontati soggettivamente dalla ragazza. Questo ci permette di capire esclusivamente ciò che pensa e vuole Arianna, ma non quello che in realtà pensano gli altri personaggi. Questo è dovuto, ovviamente, ad una scelta dell'autore che può essere condivisa o meno. Solitamente io preferisco leggere libri che trattino i personaggi in maniera differente ma penso che in questo libro in particolare questo fosse il modo migliore per far sì che il lettore si immedesimasse nella protagonista. La scelta di focalizzare tutto sulla ragazza in questo modo è stata supportata anche dal punto di vista emotivo ed è sicuramente ciò che l'autore desiderava fare. Quindi, ritengo che il lettore riesca ad immedesimarsi nella ragazza e, allo stesso tempo, vedere vividamente gli altri personaggi per come li vede anche lei.

La ragazza, devo dire la verità, io l'ho odiata dalle prime pagine. Rispecchia chiaramente una ragazza adolescente con tutte le sue contraddizioni; è viziata, ama i privilegi considerandoli scontati ma, allo stesso tempo, odia tutti i contro che la sua posizione di figlia di Minosse le creano. Nemmeno il suo cuore, le sue emozioni, i suoi ricordi di bambina, possono andare contro ciò che decide e che lei stessa comprende essere sbagliato e affrettato. Il fatto che io non l'abbia sopportata fa, però, capire quanto l'autore sia stato bravo a rendere il personaggio. 

I dialoghi rispecchiano, a loro volta, questa decisione; non è ciò che viene detto ad Arianna a contare bensì ciò che la ragazza prova a riguardo. Non viene data particolare importanza al modo oggettivo in cui i personaggi si parlano, questo è sinonimo di coerenza per ciò che ha scelto di fare Mingotti, ma rende i dialoghi non molto rilevanti nel libro. Peccato perché, anche se questo avrebbe contrastato con la scelta dell'autore, personalmente avrei amato tantissimo leggere questa storia dal punto di vista del padre della ragazza e vedere raccontati i dialoghi anche da quel punto di vista.

L'ambientazione è resa molto bene, sembra di vedere il mare, la spiaggia, il palazzo di Minosse. L'ho trovato uno degli aspetti migliori del libro, impossibile non invidiare Arianna per il luogo in cui vive.

Il ritmo dello scorrimento della trama è lento; viene data molta importanza ai pensieri di Arianna che, come ho già detto, è molto confusa e contraddittoria. La resa del personaggio e la sua credibilità ne beneficiano, ma per il lettore che cerca velocità e fluidità questo libro non è adatto. Nonostante sia breve e si legga tranquillamente in una giornata.

La suspense è crescente; all'inizio non è presente poi, con il procedere della storia è sempre più elevata. La scena finale, che non anticipo, è quella resa meglio sotto questo punto di vista. Il libro dà maggiore importanza agli elementi introspettivi piuttosto che alla velocità di lettura.

Il libro è ben costruito e ha una struttura credibile e coerente. Come lettrice avrei preferito una maggiore divagazione dal personaggio di Arianna, spiegando ciò che la ragazza non può sapere, ma la scelta dell'autore era diversa ed è stata rispettata pienamente. Magari un giorno ci regalerà anche un brano relativo agli altri punti di vista; sarebbe molto interessante.

Un messaggio vero e proprio non l'ho colto, ma a tale proposito dirò che all'interno del romanzo vi sono riferimenti sessuali espliciti che personalmente non amo in nessun tipo di romanzo. Capisco pienamente il perché sono stati inseriti, agli occhi di una persona meno moralista di me sicuramente risultano sensati e coerenti, per come sono fatta io, mi sono parsi un po' forzati ed esagerati. Non sono prevalenti nel romanzo né importanti ma ci sono e quindi ve ne ho parlato. Se fossero stati presenti in una misura minore o meno esplicita sicuramente avrei apprezzato di più il libro.

Lo consiglio solo chi ha voglia di affrontare uno stile molto diverso dalla norma. Lo stile dell'autore è notevole, ma se letto nel momento sbagliato, può non piacere. In un momento di tranquillità e di voglia di leggere qualcosa di nuovo sia "Minoica" che "Nebbia" sono due libri ottimi da affrontare. 

Trama completa (con spoiler)

Arianna appena vede lo schiavo Teseo, se ne innamora. Decide di chiedere al padre Minosse di concederle quello schiavo ma il padre, capendo i propositi amorosi della figlia, le nega il permesso prima cercando di convincerla a desistere, poi ordinandoglielo. 

Nonostante il volere del padre, la ragazza non può fare a meno del giovane e scopre in quale casa si trova. Quotidianamente i due si incontrano, anche se separati dal muro della casa dove si trova Teseo e, faticosamente, si parlano.

La sorella di Arianna la avverte; il padre Minosse è venuto a sapere dei loro incontri e minaccia di togliere la vita a Teseo se ciò non cesserà.

Arianna cerca di fare a meno dello schiavo ma non riesce, torna a trovarlo e, il giorno successivo scopre che egli è stato arrestato.

La ragazza vuole recuperare Teseo prima che egli muoia nel labirinto delle prigione del palazzo del padre. Chiede la chiave delle prigioni alla madre, donna che Arianna odia profondamente ma che è diventata l'unica risorsa per salvare il ragazzo.

Arianna entra dentro al labirinto buio e cerca Teseo affrontando le sue paure. Lo trova ma, poco dopo, anche il fratello di Arianna, rinchiuso nelle prigioni perché figlio di un altro uomo e con una menomazione che lo fa assomigliare ad un toro, li trova. La ragazza sente i due uomini combattere e, quando Teseo la raggiunge, capisce che in realtà lo schiavo non voleva altro che raggiungere il fratello per ucciderlo.

Teseo non la ama e, ora che lei sa cosa lui ha fatto, nemmeno lei vuole più stare con lui. Arianna raggiunge il fratello e si unisce a lui, per la sua prima volta, mentre lui è sul pavimento, morente.

Citazioni

"Mio padre ha cresciuto quel che ero, ora sono una donna. Ora sono una sconosciuta, qualcosa di nuovo e diverso, e così mi devo presentare a lui: solo come una donna."

"Lui tiene un lazzo di parole e sguardi stretto in mano, e io sono la preda del suo lancio: non posso più scappare. Invischiata nel mio esser figlia, e nell'assurdità del mio richiedere."

"Ma non sono più parole: è un'anima, è l'arder di una fiamma, è il sangue; non sono più parole: è un senso cieco, una sensazione fortissima dell'esserci e spezzarti dell'altro."

"Non è un ordine di re; non è una domanda, non è un piacere richiesto. È una richiesta, sì, ma d'aiuto, è un bisogno. Mai mio padre si è prostrato tanto per avermi con sé, mai si è mostrato così debole al alcuno; così potente e furioso, e subito così fragile. E per il solo fatto di essermi mostrata donna. Mio padre ha paura di perdermi, glielo leggo negli occhi: in quei bulbi sofferenti e gonfi io vedo la mancanza, il desiderio di avere con sé ancora tempo caro, sapendolo e vedendolo passare."

"E del popolino, della gente, ne ho proprio abbastanza. Non vedono che anch'io ho i miei problemi, maledizione? Non vedono che ho anch'io la mia vita, il mio tempo da vivere, e nulla da spartire con loro?"

"Quanto è assurdo amore: ci chiede di trovar conforto nella stessa persona per cui proviamo la preoccupazione che ci sta ledendo."

"E non c'è limite a quanto dolore si possa provare per le parole di chi si ama, di chi si ha amato; non vi è limite allo scuotersi, al piangere delle mie dita al sentire queste parole, e saperle rivolte a me, e soltanto a me."

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