Oblomov

Di Ivan Gončarov
Voto: 9
Prima edizione: 1859
Numero di pagine: 571
Consigliato: Si

Tags: Classico, Russo
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Trama in breve

Oblomov è un signore; questo gli permette di non compiere nessuna azione in prima persona perché c'è un servitore sempre pronto a farlo al posto suo. Non ha bisogno di lavorare perché vive di rendita e non ha nessun tipo di interesse. Il suo sogno è vivere senza preoccupazioni, in pace e tranquillità. I suoi piani vengono, però, sempre guastati dalle persone che lo circondano...

Incipit

Sulla via Goròchovaia, in uno dei grandi edifici i cui inquilini sarebbero bastati essi soli a popolare tutta una cittadina distrettuale, nel suo appartamento, Ilià Ilìc' Oblomov stava passando la mattinata a letto. 

Recensione

I classici russi sono, probabilmente, i miei preferiti e, per questo motivo, non vedevo l'ora di leggere Oblomov anche se non mi ero informata minimamente sulla trama trattata e non sapevo, quindi, cosa aspettarmi di preciso.

Sin dall'inizio del romanzo, capendone il tema, ho capito che questo libro mi sarebbe piaciuto moltissimo; purtroppo invece di rimanere al medesimo livello o, addirittura, migliorare con l'andare avanti delle pagine la genialità che avevo notato inizialmente è sbiadita un po'.

La trama del libro mi ispirava moltissimo: un uomo che ha superato il senso di pigrizia, un uomo che non vive veramente ma sopravvive a mala pena, un uomo che si annoia e basta. In tutta la parte prima del romanzo non si fa che descrivere questo oblomovismo del protagonista; il suo non voler fare niente, o volerlo fare per un secondo ma trovare sempre una scusa per rimandarlo all'infinito. Questa prima parte l'ho amata e, se il romanzo fosse stato tutto così, gli avrei dato persino un 10 come voto. Qualcosa, però, doveva succedere per forza e quando la "vera" trama è iniziata il mio interesse, paradossalmente, è diminuito. Di trama vera e propria non ce n'è tantissima, i fatti che accadono sono pochi e sicuramente non è questo l'elemento portante del romanzo.

La ragione d'essere di questo libro è indubbiamente il suo messaggio. La vita di Oblomov e quella di tutti gli altri personaggi del libro è esplicativa della vita di ognuno di noi, i dubbi che l'autore fa nascere a loro nascono anche a noi e le azioni che compiono spesso le compiamo anche noi. La finalità del messaggio si dice sia contro l'oblomovismo ma non sono totalmente d'accordo su questo; per me è solamente quella di far riflettere sulla vita e sul modo in cui si vuole passarla, oppure l'ho voluta leggere così io perché dell'Oblomov in me c'è, anche se non così manifesto come nel protagonista di questo romanzo. Questo romanzo andrebbe letto anche solo per quello che rappresenta, uno spunto di riflessione interessante sulla nostra vita e sui nostri obiettivi.

Lo stile è ottimo, parole ricercate usate adeguatamente e senza esagerazioni, si capisce facilmente e non rende la lettura difficile o lenta. Scorre velocemente per essere un classico dell'800 ed è alla portata di chiunque desideri leggerlo.

Essendoci poca trama è inevitabile dire che non vi è un particolare ritmo nel racconto della storia, capitano pagine e pagine di riflessioni volte a nulla se non all'esercizio di stile dell'autore e a interessare l'autore su diversi argomenti come si usava all'epoca. La lettura non è, però, compromessa da queste divagazioni, semplicemente procede un po' più lenta di quando, invece, si legge il resto del romanzo.

Anche la suspense manca quasi del tutto, non si tratta certamente di un thriller o di un libro che mira a folgorare il lettore con scoperte fenomenali. L'immedesimazione con i personaggi ci rende, però, interessanti ai loro accadimenti e quindi la voglia di andare avanti e di vedere cosa succede c'è comunque.

I personaggi sono veri, si possono quasi toccare da quanto sono reali. Ognuno è descritto in maniera accurata sia nell'estetica che, soprattutto, nella sua psicologia. Ci sono pagine e pagine che descrivono ognuno di loro e ce li fanno vedere chiaramente come se li avessimo davanti a noi. Questa resa dei personaggi è magistrale e la loro varietà e unicità mi hanno molto colpito. 

I dialoghi tra i personaggi sono fantastici, anche questi rispecchiano pienamente le loro personalità e ce li rendono più cari o più odiosi a seconda delle loro parole e delle nostre inclinazioni. La possibilità di leggere ciò che pensa ognuno di loro mentre parla con l'altro e vedere come si rispecchia nel dialogo ciò che viene pensato ha reso il libro veramente godibile e divertente.

A proposito del divertimento, nonostante non sia prevalente nel libro, l'ironia è parte integrante della storia. Il lettore la può trovare sia in maniera esplicita in alcuni dialoghi e pensieri dei personaggi e anche in maniera implicita quando l'autore, soffermandosi su un qualche accadimento o una qualche frase, ci fa capire in sottofondo ciò che veramente ci vuole comunicare. 

Il libro è diviso in quattro parti, la prima è quella più introduttiva dove vengono presentati molti personaggi e si comincia a capire bene la condizione del protagonista e di tutti coloro che hanno a che fare con lui. Le altre tre sono più simili tra loro, si differenziano perché presentano accadimenti diversi ma non per lo stile o il ritmo. QUella che ho preferito è la prima parte, ma per chi non ama particolarmente le descrizioni e le introspezioni dei personaggi forse risulterà quella più ostica. In caso riscontraste delle difficoltà tenete conto che nelle successive ci sarà più trama, anche se dubito che vi godrete molto il romanzo non apprezzando questo aspetto. La struttura è, perciò, ben fatta e non ci sono incrinature o elementi che non tornano, tutto è molto chiaro e credibile.

L'ambientazione è resa benissimo; si vede la camera di Oblomov chiaramente, tanto che ad ogni gesto dei personaggi l'autore non ha nemmeno bisogno di ricordarci l'esatta disposizione degli oggetti e nemmeno la loro condizione perché vediamo tutto chiaramente come in un film. L'atmosfera è sempre ben resa sia nei momenti di calma che di agitazione del protagonista.

Lo consiglio perché penso che valga la pena per chiunque provare a leggere questo romanzo. In più lo considero più semplice rispetto ai suoi contemporanei romanzi russi e penso che possa essere quindi un bel modo per approcciarsi ai russi senza andare subito sui più conosciuti ma più difficili da comprendere e apprezzare pienamente.  

Trama completa (con spoiler)

Oblomov vive nell'inerzia completa, solo il suo amico Stolz riesce a ravvivarlo un po' grazie alle sue visite. Vedendolo sempre più pigro l'amico decide di presentargi Olga, una ragazza che canta e suona il piano molto bene. Oblomov, costretto dall'amico, comincia a frequentare la casa della ragazza quotidianamente finché i due non si innamorano l'uno dell'altra. 

Il loro amore clandestino va avanti finché il protagonista non si rende conto che le persone attorno a loro cominciano a capire che i due si amano e che sta facendo vivere Olga in una posizione sconveniente verso la società. Decide così di sposarla il prima possibile.

Prima dell'annuncio del fidanzamento, però, Oblomov deve adempiere ad un sacco di consegne che ha rimandato per lungo tempo e che gli sono, invece, necessarie per la sua vita futura con Olga. Questo lo porta ad affrontare finalmente quello che è in pocinto di fare; il matrimonio comporta tantissimi obblighi e adempimenti che ad una persona come lui, così pigra e alla ricerca infinita di tranquillità, non si confà affatto.

L'uomo comincia, così, a ripiombare nel letargo dal quale Olga e Stolz l'avevano fatto uscire e smette, persino, di farsi vedere dalla futura moglie inventandosi scusa sempre meno credibili. La ragazza, stufa di quelle attese, decide di andare a trovarlo e capire cosa sta succedendo al suo fidanzato.

Dopo molte promesse non mantenute di Oblomov, Olga capisce che lui non sarà mai l'uomo che sperava diventasse ma rimarrà sempre il pigro uomo che non vuole affrontare nessun problema e nessuna responsabilità e decide di lasciarlo.

Oblomov cade così in un vortice discendente che lo porta a rovinarsi sempre di più la salute, mangiando, bevendo e non muovendosi mai finché un giorno l'uomo ha l'ennesimo attacco cardiaco che porta alla sua morte.

Il figlio di Oblomov e la moglie, donna che si occupava di lui anche molto prima che si sposassero, abita e viene educato da Olga e Stolz che, nel frattempo si sono innamorati e sposati. Stolz vuole educare a tutti i costi il figlio del suo amico in modo tale da renderlo attivo e gioioso, per far sì che non gli capiti ciò che è successo al padre.

Citazioni

"Si smarriva sopraffatto dalla marea delle cure della vita quotidiana e continuava a restare coricato, rigirandosi da un fianco sull'altro. Di tanto in tanto, lo si sentiva uscire in esclamazioni isolate: <Oh, santo Dio, la vita ci raggiunge dovunque!>"

"<Deve andare in dieci posti in un sol giorno, quel disgraziato!> pensò Oblomov stringendosi nelle spalle. <E questa sarebbe vita! Ma cosa resta di un uomo? E perché si divide e si fa in pezzi a quel modo? Certo, non è male fare una capatina a teatro e innamorarsi di qualche Lidia... Quella è carina! Cogliere fiori in campagna con lei, fare passeggiate, va bene. Ma se deve andare in dieci posti in un sol giorno, è un disgraziato!> concluse Oblomov, e si voltò sulla schiena, rallegrandosi di non avere simili vani desideri e pensieri, di non andare vagando, ma di restarsene lì, coricato, conservando la propria dignità umana e la propria tranquillità."

"Ci sono uomini in cui, qualunque cosa si faccia loro, non si riesce a destare alcun senso d'inimicizia né di vendetta. Qualunque cosa si faccia loro, restano sempre affettuosi. Del resto, bisogna render loro giustizia: anche il loro amore, a misurarlo in centigradi, non arriva mai al calore. Benché di simili individui si dica che amano tutti e perciò sono buoni, in sostanza non amano nessuno e sono buoni soltanto perché non sono cattivi."

"Si disponeva e si preparava sempre a  cominciare a vivere, si disegnava di continuo nella mente il quadro della propria vita: tuttavia, a ogni anno che gli passava rapidamente sul capo, doveva cancellare e mutare qualche cosa in quel disegno. Ai suoi occhi la vita si divideva in due parti: l'una era fatta di lavoro e noia, che per lui erano sinonimi; l'altra di pace e di tranquilla allegrezza."

"La storia stessa non fa che metterci di cattivo umore: studi, leggi che è giunti l'anno della sventura, che l'uomo è infelice; ed ecco, egli raccoglie le proprie forze, lavora, si dà da fare, terribilmente, si affatica per preparare giorni sereni. Ed eccoli venuti. A questo punto anche la storia potrebbe riposare: macché! Sono apparse di nuovo le nuvole, di nuovo l'edificio è crollato, bisogna di nuovo darsi da fare, lavorare... I giorni sereni non si arrestano, fuggono via, e la vita continua a scorrere e continua a trasformarsi."

"Gli avvenimenti della sua vita si sono rimpiccioliti fino a raggiungere dimensioni microscopiche: ma neppure così egli riesce a dominarli; egli non passa da un avvenimento all'altro, ma ne è sballottato come da una ad un'altra ondata; non ha la forza di opporsi a uno di essi con l'elasticità della volontà e neppure di inseguirne un altro con la mente..."

"A poco a poco, con grande difficoltà, l'uomo o si rassegna al suo destino, e allora l'organismo, lentamente e gradualmente riprende tutte le sue funzioni, o è spezzato dal dolore e non si riprende più: dipende dall'intensità del dolore e dalla natura dell'uomo stesso."

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