L'antropologo amoroso

Di Anatto
Voto: 8
Prima edizione: 2015
Numero di pagine: 273
Consigliato: Ni

Tags: Contemporaneo, Italiano, Viaggio, Emergente
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Trama in breve

Il protagonista viaggia e noi con lui. I luoghi che vediamo attraverso i suoi occhi sono diversi tra loro e ognuno gli dona e ci dona un'esperienza diversa che, da quel momento, porteremo per sempre con noi.

Dedica

Dedico questo libro a tutte le donne, perché il futuro è loro.

Incipit

Sono a Poona, una caotica puzzolente polverosa città, a trecento chilometri sud di Bombay. Attraverso la meditazione da tre mesi sto cercando di diventare consapevole che la mente non ha sempre ragione. 

Recensione

Che dire... una vera sorpresa! Come ormai saprete se avete letto altre mie recensioni, io i libri li sbircio, li spio dall'inizio alla fine prima di leggerli. Quando mi capitano autori che già conosco mi trattengo ma, se non ho mai letto niente dell'autore e non ho informazioni su di lui raccolte in qualche modo, prima di cominciare il libro me lo guardo ben bene senza leggerne nemmeno una riga. Come disse Lessing nel '700 e come ci ricorda una pubblicità "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" e, per quanto non concordi con questa frase per la maggior parte delle cose, in questo caso si può dire che calza a pennello. 

Il libro è li che mi guarda e io guardo lui. Leggo il titolo "L'antropologo amoroso" e penso subito "ti prego fai che non sia un romanzo rosa". Non ho ancora capito se sono una persona insensibile o se sono troppo sognatrice; la maggior parte dei romanzi d'amore non mi piace, trovo le storie descritte banali o brutte, se sia perché sogno l'amore vero o sono troppo poco sentimentale rimane un mistero. La copertina, però, mi spiazza. Leggo che è fatta da una foto dell'autore e che il titolo è "Mendicante a Mumbay" e non so più a cosa pensare; l'unica è iniziare a leggerlo! 

Già dal titolo del primo capitolo ho capito che mi sarebbe piaciuto, lo ammetto, sono andata a sbirciare l'indice con il nome di tutti i capitoli e al secondo titolo ho interrotto il moroso che lavorava per farglieli leggere, a lui non gliene poteva fregare di meno, ma io mi sono sentita realizzata. 

Poi inizia la lettura e dico subito a voce alta (disturbando il lavoratore) "mi piace come scrive questo autore!", occhiataccia da parte del moroso e mi immergo nella lettura.

Lo stile, come avrete capito, è la prima cosa che mi ha colpito. Questo è il primo libro pubblicato di Anatto e mi chiedo immediatamente come cavolo faccia a scrivere così bene se si tratta del suo primo libro e comincio a rosicare. Io leggo da tutta la vita e da piccola sognavo di scrivere, diventare una grande scrittrice e vivere di quello che più amavo, poi sono cresciuta e il mio senso pratico mi ha fatto capire che non succederà mai; purtroppo non ho il talento di una scrittrice e, proprio per questo, quando leggo una persona che ha quel non so che nel suo stile, che gli può permettere di fare lo scrittore io provo invidia, è più forte di me. Andando avanti nella lettura ho poi scoperto il perché (o almeno è ciò che penso) questo autore sia già così bravo; il protagonista (che poi è lui) scrive sempre ciò che gli capita ad ogni attimo libero. Immaginando che questo sia vero, penso che Anatto sia riuscito già ad avere uno stile tutto suo proprio grazie a questo, oltre al talento naturale che sicuramente avrà. 

Ciò che, invece, paventavo prima della lettura, cioè che fosse un romanzo rosa, era sbagliato. L'amore c'è e si sente, le scene di sesso ci sono e anche spesso, ma personalmente ho sentito che non fosse quello il punto. La trama che vede le vicende amorose e non del protagonista mi ha interessata sì, ma è sempre stata in sottofondo a ciò che veramente il libro ha da dare; racconti di viaggi in luoghi che non vedrò mai nella mia vita e che Anatto mi ha aiutata a vedere, anche se solo con l'immaginazione. 

L'ambientazione, infatti, non è solo ben resa ma ti catapulta proprio lì con lui. Vedi tutto; dalle stanze polverose ai grandi templi. Questo è, sicuramente, il punto forte del libro; ti fa viaggiare anche stando comodamente a casa tua ben coperta e riparata da ogni problema in cui, invece, incappa il povero protagonista. L'unica cosa che mi mancava durante la lettura erano le foto dei luoghi visitati che poi ho, in piccola parte visto, nel sito dell'autore. Quasi certamente non vedrò mai quei luoghi ma aver letto questo libro mi ha fatto sentire come se una minuscola parte di me ci sia stata.

L'atmosfera è altrettanto ben resa; ci si agita nei momenti in cui il protagonista è preoccupato, si avverte quando c'è un momento solenne, ci si diverte quando si tratta di un momento divertente. Anche in questo caso sembra di essere lì e vivere insieme a lui ciò che succede.

Ed ora parliamo del protagonista. Il grande potere della lettura, specialmente in quella di libri buoni, è quello di poter vivere vite totalmente diverse come se fossero le tue. Sono fermamente convinta che, in un lettore, sia più facile che si sviluppi l'empatia per le altre persone perché, in effetti, è questo che fa ogni volta che legge. Se una persona che mi conosce veramente, leggesse questo libro e, vedendo la mia recensione, notasse che dichiaro di essermici immedesimata, riderebbe a crepapelle davanti a questa mia affermazione. Probabilmente io sono tutto l'opposto del protagonista, un viaggio del genere non potrei mai affrontarlo, ho bisogno di pianificazione, di controllo, di sicurezza, vivo la vita in maniera totalmente diversa, eppure mi ci sono immedesimata. Questo non è perché sia cambiata di colpo, ma la bravura dell'autore è stata proprio quella di raccontarti ciò che il protagonista è, senza pretese di insegnamenti o moralismi, lui è così e così noi lo leggiamo. Il lettore impara a pensare con la testa del protagonista e impara a capire ogni suo gesto, alla fine della lettura si sa di non essere lui ma, come minimo, si ha l'impressione di avere un nuovo amico che conosciamo bene quanto i nostri vecchi amici, ci sembra di sapere tutto di lui, della sua essenza e, quando leggiamo qualcosa che fa che ci può risultare sbagliato o pericoloso lo guardiamo con gli occhi dell'amico e ci diciamo "eh beh, è il solito Anatto, che ci vuoi fare".

Gli altri personaggi sono più o meno descritti a seconda del legame con il narratore, sono tutti ben resi e raccontati sotto il punto di vista di chi ce li racconta. Questo è un dettaglio che non sempre amo, preferisco quando il narratore è onnisciente e ci racconta tutto immedesimandosi in ognuno di loro, ma in questo caso non solo la scelta è azzeccata ma è anche l'unica possibile perché noi vediamo tutto con gli occhi del protagonista e, venirne catapultati fuori solo per capire meglio un personaggio, avrebbe creato più disagio al lettore che utilità.

Il ritmo non è serrato, le descrizioni di ciò che succede non sono dilungate o noiose ma non c'è nemmeno la tentazione di girare le pagine velocemente per vedere come va avanti. Questo libro, per me, va più assaggiato che divorato. Non trattandosi nemmeno di una storia continua ma solo di frammenti io penso che si possa apprezzare anche di più spizzicandolo in momenti in cui si sente la necessità di viaggiare e vedere qualcosa di nuovo. 

A me è piaciuto molto, ma penso che si tratti di un libro molto particolare che può non piacere a tutti. Lo consiglio solo, perciò, a chi ha voglia di viaggiare con la fantasia, a chi non è troppo rigido sulle sua convinzioni, a chi riesce a fantasticare leggendo e non vuole solo leggere una copia di se stesso.

Citazioni

"Il ragazzo fa l'offeso e tuffa la faccia fra la lana del montone che tiene abbracciato. Questo animale è l'allegria della casa, passeggia continuamente qua e là in punta di zoccoli, cercando di assaggiare con delicatezza il pane dai piatti disposti sul tappeto, un segno rosso spicca dalle sue corna robuste. Tutti lo viziano con dei bocconcini, oppure si abbandonano a vigorosi abbracci ai quali lui risponde mostrando le corna: è un amore. Ferooz mi spiega che verrà sgozzato. Ma io lo sapevo già; in ricordo di Abramo che lo sostituisce sul ceppo a suo figlio, graziato appena in tempo. Peccato che questo nostro patriarca in comune sia così inaccettabile per me: obbedire ciecamente trovo che sia un delitto."

"L'amore, che come un ricamo troppo delicato mi pare si dissolva ad ogni nostro brusco movimento, mentre in realtà sono sempre io che voglio demolirlo, questo sentimento invadente a cui non voglio cedere, e allora lo scompongo per studiarlo meglio, lo diluisco di scetticismo."

"Perché sono così contento? Del sole? (In india c'è sempre) 

Degli amici? ( pago sempre io)

Sono grato di esistere, senza un motivo."

"Ecco. Precipito troppo bruscamente nella solitudine che ho sempre detto di amare. Vorrei non pensare, calare un sipario, chiudere un libro come una storia finita. Mi chiedo che senso hanno avuto questi giorni, cosa mi è restato oltre queste pagine."

"E a vedermi dal di fuori, chino sul tavolo, nella penombra di questo vuoto salone, penso che il viaggiatore a volte sia una figura assai malinconica e incompresa. Visto solo come fonte di guadagno, spaesato, insicuro, preda dei lupi casalinghi che lo prendono pure in giro solo per questa sua ingenua voglia di vedere, per capire."

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Commenti

Anatto
14/06/16 - 13:55:25
Non so se sia prassi che un autore ringrazi chi lo ha recensito, ma sento il bisogno di farlo: grazie. "Sono stata spiegata" dice una comica in TV. GRAZIE.
Samantha Admin
14/06/16 - 14:43:13
Felice di essere riuscita a capire e raccontare le impressioni che ho avuto leggendo il tuo libro, grazie a te di averlo scritto, è stato un piacere leggerlo!

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