Trama in breve

Due città; una reale ed una fittizia. Due mondi che rispecchiano lo stesso luogo visto con occhi differenti. Dalla fantascienza all'ambientazione fantasy questo libro racconta la vita di giovani adulti alle prese con un mondo diverso dal nostro ma che ha, allo stesso tempo, così tanto in comune con il nostro modo di vivere. 

Incipit

Quando Joy Hann trovò la pagina numero 134, era quasi arrivata alla fine del suo turno di lavoro. I bracci meccanici del cargovan avevano agganciato l'ennesimo bio-container e ora cigolavano con giunture artritiche per portare il contenuto alle fauci e triturarlo come un gigante che sgranocchi l'ultimo spuntino.

Recensione

Umber e Cromatica è il primo libro pubblicato dell'autrice Cristiana Bartolini, nonché il vincitore del primo premio nel Concorso Letterario Pegasus Golden Selection. 

Guardando la copertina, si arguisce immediatamente la connotazione fantasy di questa storia. In realtà, però, nel libro esiste una dicotomia molto importante che si riflette anche nel titolo del libro stesso.

Umber e Cromatica, infatti, sono due città. La prima ci racconta il modo di vivere di una città più tecnologica di ciò che conosciamo al giorno d'oggi; questo si rispecchia in un elemento fantascientifico che sfocia anche nel sottogenere distopico con l'andare avanti nella lettura. 

Cromatica, invece, è una città fittizia all'interno di un videogioco, che si rifà alla geografia di Umber, e ha elementi fantasy al suo interno; quando gli abitanti di Umber giocano, diventano arcieri, maghi, elfi e così via. Il legame con la città, intesa sia come Umber che come Cromatica lo inserisce anche nel sottogenere Urban Fantasy.

Ora, questa dicotomia è sicuramente affascinante, specialmente perché, normalmente, i primi libri di un autore sono semplici e lineari, proprio perché non c'è molta esperienza e si vuole dare più importanza a degli elementi che poi si danno più per scontati con l'andare avanti della carriera. In questo libro, invece, troviamo una scrittrice atipica, che ha inserito volutamente molti elementi e che, per giunta è riuscita a renderli bene e coerenti. 

La trama è, perciò, molto interessante. Prima di tutto io ho un interesse particolare per il genere distopico che amo immensamente, in più ero incuriosita anche da come si sarebbe correlato con quello fantasy. L'idea c'è, la fantasia pure, la capacità di rendere la storia anche. Considero l'idea avuta dalla scrittrice la punta di diamante di questo libro. 

Il libro è indirizzato ad un pubblico di giovani adulti, nella mia recensione lo inserito nella tag "ragazzi" perché penso che, proprio per la trama, possa piacere molto di più a loro. Questo non significa che un adulto non lo possa apprezzare, semplicemente penso che si riuscirebbe a far coinvolgere meno di un pubblico più giovane. Ora, cercando cosa si intende esattamente per giovane adulto ho trovato un po' di significati differenti ma più o meno si tratta della fascia d'età che corrisponde anche a quella dei protagonisti, sui 20 anni. Io, ovviamente, non pretendo di avere una ragione assoluta ma penso che la fascia d'età in cui si può apprezzare di più questo libro sia leggermente inferiore. Cercherò, però, di spiegare le ragioni in ogni considerazione, in modo tale che ognuno possa scegliere autonomamente e capire quali differenze noto sotto i due punti di vista differenti.

La struttura del libro è assolutamente accattivante; a capitoli alterni la storia è ambientata prima su Umber e poi su Cromatica vedendo, così, il tutto farsi più concreto in maniera parallela. Dal punto di vista della credibilità della struttura tutto torna pienamente ed è assolutamente coerente con quello che già si sa. Ci sono, però, cose che incidono nella credibilità complessiva perché non sono spiegate approfonditamente o che scricchiolano un po' per via delle troppe coincidenze. Questo è dovuto, senza dubbio, alla complessità della trama che è sia un elemento vincente del libro perché lo rende nuovo e particolare, ma anche un elemento di difficoltà ulteriore per l'autrice, che si trova a dover affrontare molte difficoltà. Questo lo dico per specificare ancora che, se letto da un pubblico giovane queste cose non solo non vengono rilevate, anzi seguono una loro logica, perché è più facile pensare ad una "predestinazione" dei personaggi che rende tutto molto credibile. Letto da un adulto, questo un po' si perde. 

Riassumendo il libro è ben strutturato e non presenta errori di nessun genere, ma se si rimane più pragmatici nella lettura, si potrebbe sentire la mancanza di qualche spiegazione in più. 

L'ambientazione è fantastica. Bellissimo immaginarsi tutti i colori di Cromatica e interessante vedere la città tecnologica di Umber. Le descrizioni ci sono ma non sono troppo invadenti; ti danno una direttiva sull'ambiente dandoti, però, l'opportunità di usare la fantasia quanto vuoi. Per questo genere di libro penso che sia una qualità assolutamente necessaria e immancabile.

Lo stile è difficile da valutare. Mi è piaciuto perché l'autrice scrive bene ma, allo stesso tempo, mi aspettavo qualcosa di diverso. Questo libro penso che possa essere apprezzato pienamente utilizzando fantasia, immaginazione e leggerezza, mentre lo stile, per quanto ottimo, mi trasmette qualcosa di più serio. Questo è legato, forse, anche al messaggio che il libro porta, però sarei curiosa di leggere un libro dell'autrice rivolto ad un pubblico adulto, perché penso che possa dare il meglio di se in quel contesto. Dà comunque un ottimo esempio di scrittura sia a giovani che ad adulti.

Il messaggio, infatti, è molto serio e concreto. Prima di tutto ci fa ragionare su quanto possa diventare rilevante nella vita di un ragazzo, ma anche di un adulto, quel mondo fittizio creato dai videogiochi e ci invita a stare attenti. Dall'altro c'è pur sempre il messaggio che manda ogni romanzo distopico che ci invita a diffidare della tecnologia in senso assoluto. Non è sicuramente un elemento da disprezzare ma, come tutte le cose potenti, va usata con intelligenza e senza spersonalizzarsi. Anche questo lo ritengo un elemento fondamentale da inserire in un libro di questo genere; perché dall'intrattenimento nasce anche un insegnamento e l'autrice riesce pienamente nel suo intento.

I personaggi, sono sicura, piaceranno tantissimo ad un pubblico più giovane. La personalizzazione di Joy e di tutti i suoi amici è chiara, simpatica e definita. Anche qui, da (tristemente) adulta, penso di essermi persa qualcosa che avrei gradito di più qualche anno fa. Sognare insieme a loro il volto di un ragazzo, dare importanza a certi aspetti ecc.. sono cose che, viste da un'età o anche solo da una maturità diversa, possono rovinare tutto con un messaggio che arriva prima del momento giusto. La mia impressione, che può essere assolutamente sbagliata, è che il messaggio che l'autrice voleva mandare, era talmente forte che, involontariamente, lo fa comunque arrivare anche prima del tempo a chi ha un'età meno spensierata, mentre per chi lo legge con una leggerezza maggiore solamente alla fine del libro viene portato ad un'analisi di coscienza e ad un ragionamento più pragmatico. In ogni caso, tutti i personaggi sono caratterizzati ed hanno una loro personalità, cosa che in un primo libro spesso manca e qui è assolutamente presente.

Vista la mia opinione personale, mi sento di consigliarlo solo ad un pubblico più giovane e ad un pubblico adulto se interessa particolarmente l'argomento o si vuole sognare e ritornare adolescente almeno per un po' di tempo.

Spero in un seguito della storia, che ci racconti di come continua la vita di Joy ee/o anche in un futuro libro della scrittrice dedicato ad un pubblico adulto. 

Citazioni

"Alle sette del mattino il cielo di Umber non aveva perso la sfumatura color petrolio, ma l'alba sorse sfolgorante su Cromatica, quasi che il sole elettronico spuntato oltre i picchi scoscesi a Levante non volesse perdersi lo spettacolo che si andava preparando."

"Sfrecciò una moto di corsa, poi più niente: Kim poteva sentire i suoi passi che risuonavano sul marciapiede come un'immensa stanza senza mobili, quasi che tutta la città avesse traslocato. Era così davvero a pensarci bene, tutti altrove sulle linee invisibili della connessione, protagonisti o spettatori del mondo inebriante di Cromatica. Come poteva accadere che la grande avventura sul server sembrasse più reale di quell'agglomerato inerte di strade ed edifici? Doveva per forza esserci qualcosa che non andava."

"Ogni giocatore esperto sapeva che nessun programmatore era in grado di prevedere tutti gli intoppi del mondo reale che creava."

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