Il possidente e Primo Interludio

Di John Galsworthy
Voto: 9
Prima edizione: 1906
Numero di pagine: 423
Editore: Mondadori
Consigliato: Si

Tags: Nobel, Classico, Saga familiare, Inglese, Saga
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Trama in breve

Cosa significa essere un Forsyte? I possedimenti sono tutto, ogni valore e ogni aspetto che non può essere monetizzato non ha rilevanza alcuna. Ma è proprio così? In questo primo libro vedremo le risposte di alcuni personaggi appartenenti alla famiglia.

Incipit

Quanti hanno avuto il privilegio di assistere a una festa familiare in casa Forsyte possono ben dire di essersi goduti uno spettacolo piacevole e istruttivo insieme: quello di una famiglia dell'alta borghesia in grande parata. Ma per chiunque di codesti privilegiati si fosse trovato a possedere il dono dell'analisi psicologica (dono privo di valore monetario e come tale ignorato dai Forsyte) lo spettacolo oltreché divertente per se stesso, sarebbe valso ad illuminare uno dei più oscuri problemi umani.

Recensione

Il bello ed il brutto di essere un lettore è che, per quanto tu possa leggere, ci saranno sempre tantissimi libri che non riuscirai mai a conoscere. Sono una lettrice piuttosto veloce e leggo tantissimo ma, ormai da tempo, ho notato come immancabilmente mi perda delle perle della letteratura che forse non riuscirò mai a leggere e forse nemmeno a conoscere.

Questo è il motivo per cui mi leggo spesso i vincitori di premi letterari quali il Premio Nobel per la Letteratura e mi elenco mentalmente tutti coloro che mi mancano, non vedendo l'ora di acquistare i loro libri e provare a vedere se faranno parte di coloro che io inserirei in una mia personalissima lista dei libri imprescindibili e che non avrei mai voluto fare a meno di leggere.

È così che, quando ho visto al mercatino dell'usato la serie completa dei Forsyte, mi è subito suonato un campanello d'allarme che mi diceva: "prendili subito o te ne pentirai" e io non me lo sono fatto ripetere due volte.

L'autore John Galsworthy ha vinto il premio Nobel per la Letteratura nel 1932. Eccovi la motivazione: “per la sua originale arte narrativa, che trova la sua forma più alta ne La Saga dei Forsyte”. Io non avevo letto nulla dell'autore e penso di aver iniziato nel migliore dei modi!

I libri della serie originale sono composti da 3 romanzi e 2 interludi. Io li ho acquistati divisi, invece, in 4 libri. Il primo è quello che sto recensendovi al momento ed è composto dal primo romanzo "Il possidente" e dal primo interludio "Estate di San Martino di un Forsyte".

Prima o poi argomenterò le opinioni che ho sul Premio Nobel per la Letteratura, qui mi limiterò a dirvi che, per quanto ho esperito fino ad ora, non sempre concordo con le assegnazioni che sono state fatte. Questo libro, però, ha anche per me tutte le carte in regola per essere inserito nella lista dei libri imprescindibili, quelli che si devono leggere a tutti i costi. Non vedo già l'ora di leggere anche i prossimi volumi, tra l'altro, e sono sicura che anche per voi sarà lo stesso!

Questo libro partiva già con numerose aspettative; prima di tutto si tratta di una Saga Familiare, forse il genere che preferisco maggiormente o, comunque, uno dei miei preferiti in assoluto. Il romanzo è inglese e solitamente con la lettura dell'Inghilterra vado molto d'accordo, infine c'era la trama vera e propria che mi ispirava moltissimo.

La trama, infatti, è quella della vita di una famiglia arricchitasi nella società vittoriana, periodo che amo immensamente e di cui mi cibo sotto qualsiasi forma (ultima tra tutte la serie TV Downton Abbey, che vi consiglio). Le grandi aspettative comportano anche grandi rischi; è infatti semplicissimo rimanere delusi dalla realtà, invece mi sono ritenuta più che soddisfatta.

La trama iniziale, infatti, tratta di ciò che più mi interessava; usi, costumi, modo di pensare e relazionarsi dell'epoca ed, in più, anche un intreccio interessante per quanto riguarda le relazioni interpersonali dei numerosissimi personaggi. Lo svolgimento, poi, per quanto incentrato sui medesimi elementi mi ha trascinata totalmente e non mi è mai parso ridondante, neppure quando veniva ripetuto un concetto.

Come probabilmente saprete, in Inghilterra, alla fine del '800 gli autori che raccontavano dell'alta società in chiave ironica e non votata al semplice intrattenimento erano molti, sicuramente il loro esponente più famoso è stato Oscar Wilde. I libri di questa serie sono stati scritti cronologicamente qualche anno più tardi, però mi hanno immediatamente ricordato quel filone di romanzi. L'autore, dunque, è arrivato forse un po' tardi sull'argomento ma è sicuramente riuscito a sviscerarlo nel migliore dei modi.

Questo libro, perciò, e penso di poter estendere il giudizio a tutta la saga, ha avuto un'utilità sia nel momento della pubblicazione, cioè quello di denuncia della società del periodo ed ha ancora oggi una diversa utilità; quella di farci comprendere come vivevano ma, soprattutto, come pensavano le persone dell'epoca. 

Ciò che vi ho raccontato fino adesso per me è già sufficiente per comprendere l'importanza della lettura di questa Saga, ma oltre a ciò che il libro rappresenta c'è anche da considerare ciò che il libro è, la sua qualità. Anche sotto questo aspetto non ho avuto delusioni, anzi, ho gradito davvero tanto la scoperta.

Iniziamo con lo stile; devo dire che rimpiango tantissimo di aver letto questo libri in italiano perché avrei veramente voluto leggere il tutto dall'originale, però anche così ho amato tantissimo la scrittura dell'autore. Il libro è scritto bene, secondo lo stile dell'epoca ma, anche per un lettore contemporaneo, lo stile è godibilissimo e scorrevole. Uno di quei classici che spaventano molte persone ma che, una volta iniziato, ti permette immediatamente di tirare un sospiro di sollievo perché è comprensibile e, soprattutto, si fa leggere con piacere. 

Correlata allo stile bisogna necessariamente parlare anche dell'ironia utilizzata. Avendovi parlato di Oscar Wilde avrete capito che, anche qui, l'ironia è molto utilizzata anche se diversamente. Ho apprezzato molto questo aspetto del romanzo che è fondamentale per comprendere il messaggio dell'autore, d'altro canto però l'ho trovata meno marcata rispetto alle opere degli scrittori che lo precedevano. Questo ha fatto in modo di provocare nel lettore sentimenti diversi rispetto a quelli che possono suscitare le opere di Wilde e altri artisti di quel filone.

Dei personaggi cercherò di parlarvi meglio in una scheda a parte, vi anticipo però gli aspetti salienti di ciò che penso di loro in generale. Per quanto sia possibile comprendere chi di loro è il protagonista del libro, cioè Soames "Il Possidente", ognuno di loro ha un ruolo centrale e fondamentale in tutta la storia. Tutti i membri della famiglia vengono descritti in maniera minuziosa in più occasioni, aggiungendo al lettore sempre nuovi particolari che gli permettono di conoscerli sempre di più. So che in molti avete difficoltà nelle letture riguardanti libri che presentano molto personaggi e, conseguentemente diversi punti di vista. In questo caso vi consiglio comunque di non lasciare perdere il libro; sì i personaggi sono tanti e, almeno inizialmente, è inevitabile non ricordarsi tutto di tutti però l'autore è bravo ad introdurre gradualmente nuove informazioni e, albero genealogico alla mano (che nella mia versione non esiste e sono stata io stessa a crearlo man mano che raccoglievo informazioni) è tutto molto più semplice. 

Come al solito, io ho apprezzato tantissimo che la storia venisse raccontata da punti di vista differenti e che l'introspezione sia stata approfondita in tutti i personaggi. Si parla di un lavorone che è veramente difficile da fare, specialmente quando le persone di cui si parla sono così numerose; è inevitabile che la fantasia di un autore si esaurisca o che faccia cadere nello stereotipo alcuni dei personaggi meno lavorati e, invece, ognuno di loro ha caratteristiche tali che li distinguono gli uni dagli altri e li rendono credibili e reali. Ognuno di loro è una persona sé stante e questo è anche più difficile considerando che, al contempo, ognuno di loro appartiene a quello che l'autore chiama essere un Forsyte; caratteristica comunque di tutti i membri della famiglia e di coloro che si comportano in determinati modi.

L'autore è dunque riuscito a rendere un concetto comprensibile e verificabile in ognuno di loro ma allo stesso tempo è riuscito a far vedere in che modo ogni personaggio non sia solamente un Forsyte ma anche una persona. 

La struttura del libro mi è piaciuta perché ad ogni capitolo si capisce perfettamente di chi è il punto di vista e non si creano dunque problemi di comprensione che, invece, possono verificarsi con i libri che non specificano il cambio dii personaggio. Penso anche che per chi ha difficoltà con i numerosi personaggi questo possa essere comunque un aspetto molto positivo perché rende sicuramente la lettura meno intricata; prestando un po' di attenzione non si perde mai il filo della storia.

L'atmosfera è resa magnificamente. Tutte le scene si sentono come se si fosse presenti; divertimento, preoccupazione, angoscia, tristezza.. tutto! Il libro viene così reso completo; non solo è utile, non solo è ben fatto, ma ti lascia anche qualcosa.

L'autore dà anche una grande importanza all'ambientazione; descrive le case dei personaggi, il parco e tutti gli ambienti, d'altro canto riesce anche a non annoiare e a rendere interessanti le informazioni che dà. Un connubio perfetto, insomma, che si trova davvero di rado.

Il ritmo è l'unico aspetto che non metterò come pro assoluto. Non perché per me la lettura del libro sia andata a rilento, anzi, l'ho finito in poco tempo e non vedo l'ora di andare avanti con i prossimi. Per chi, però, cerca libri davvero veloci questo classico imprescindibile, per forza di cosa, non può essere adatto. Penso comunque che non nascano difficoltà nella lettura e che, se vi piacerà quanto a me, lo finirete in un lampo!

Lo consiglio a tutti, non dovete assolutamente perdervi l'occasione di provare a leggere questa saga, anche solo per vedere se per voi il premio Nobel è stato assegnato all'autore giusto. Leggetelo e fatemi sapere cosa ne pensate, io leggerò presto il seguito e vi farò sapere anche le nuove impressioni! 

Trama completa (con spoiler)

IL POSSIDENTE

La vicenda è focalizzata maggiormente su Soames, il possidente e sua moglie Irene perciò mi limiterò a parlarvi di ciò che accade loro.

I due hanno da tempo problemi coniugali; Irene si è accorta non solo di non riuscire ad amare il marito ma anche di odiarlo sempre di più, d'altro canto Soames non riesce a capire perché la moglie si comporti male con lui dato che non le fa mai mancare nulla.

La migliore amica di Irene è June, nipote di Soames che si è fidanzata da poco con un architetto sconosciuto: Bosinney. Soames decide, allora, di costruire una casa in campagna in modo da potersi traferire lontano dalla città con la moglie e di incaricare Bosinney del progetto per far sì che la nipote, essendo riconoscente, inciti Irene ad essere più gentile con il marito.

Come si capisce da subito il piano dell'uomo è destinato a non realizzarsi, anzi peggiora drasticamente la situazione. Infatti Irene e Bosinney si innamorano e, nonostante inizialmente lei cerchi di non compromettersi, tra di loro nasce una storia d'amore che la allontana ancora di più dal marito.

Tutto comincia a crollare addosso a Soames finché un giorno, non facendocela più a non avere il controllo sulla moglie, compie un gesto che mai si sarebbe aspettato; la costringe ad avere un rapporto sessuale con lui.

Il giorno dopo Irene, sconvolta, racconta tutto a Bosinney e, daquel momento, tutto peggiora inesorabilmente.

La donna decide di abbandonare il marito e scappare con l'amante, quest'ultimo però, inconsapevole della scelta di Irene decide di porre fine alle sue sofferenze suicidandosi. 

Il primo libro finisce quindi con Irene che torna dal marito perché non sa più dove andare, ma senza speranza di vivere felice.

PRIMO INTERLUDIO

Il protagonista è Joylon, nonno di June. L'uomo vive nella casa costruita da Soames insieme al figlio e ai nipoti, quando questi partono per le vacanze però rimane solo con i domestici. Un giorno Joylon incontra Irene, ormai diventata ex moglie di Soames e pian piano i due diventano amici e cominciano a frequentarsi, nonostante Irene per la famiglia Forsyte sia ormai una reietta.

Il periodo di vacanza sta per volgere al termine e Joylon è sempre più preoccupato all'idea del ritorno dei familiari perché non sa come fare a mantenere i contatti con Irene, perciò, anche se si sente spesso debole, cerca di vedere la donna più spesso possibile per potersi godere i momenti di libertà.

A pochi giorni dal ritorno dei familiari, però, l'uomo non ce la fa più e la sua malattia prende il sopravvento; Joylon muore sulla veranda della casa mentre attende l'arrivo della donna, ormai diventata sua inestimabile amica.

Citazioni

FORSYTE

  1. Quando qualche Forsyte si fidanzava, si sposava, nasceva, i Forsyte tutti erano presenti; quando qualche Forsyte moriva... ma nessun Forsyte era ancora morto; i Forsyte non morivano; la morte non era contemplata nei loro principi, e contro di essa si avevano, nella famiglia, le mille precauzioni istintive di chiunque, dotato di potente vitalità, non ammette usurpazioni di sorta su quello che gli appartiene.
  2. Li univa un legame che le parole non avrebbero potuto analizzare, quel legame su cui si fondano i popoli e le famiglie, dacché il sangue, come si suol dire, è sostanza assai più spessa dell'acqua, e in essi non scorreva a freddo.
  3. È generalmente ammesso che ogni Forsyte, come quell'utilissimo animaletto che fa la delizia dei turchi, ha il suo guscio; in altre parole non si è mai visto, e se lo si è visto non lo si è riconosciuto, un Forsyte senza quell'involucro di affari, proprietà, relazioni e donne, che sembra muoversi con lui attraverso un mondo di mille e mille altri Forsyte anch'essi provvisti di involucro. Un Forsyte che non lo avesse è inconcepibile, sarebbe come un romanzo senza intreccio, cioè un'anomalia.

VARIE

  1. Del resto il pettegolezzo ha un suo fondo di buono; allo stesso modo delle visite di condoglianza che, mentre portano un reale beneficio ai sofferenti, riescono di consolazione a chi non soffre per il fatto di vedere altri soffrire di cose che a lui non fanno effetto alcuno.
  2. E prima di tutto, nella sicurezza prodotta da tanti innocui matrimoni, si era dimenticato che l'amore non era un fiore di serra ma una pianta selvatica che se per caso fiorisce entro il recinto del nostro giardino noi chiamiamo fiore, e se al di là del nostro giardino malerba; ma che, fiore o malerba, sempre ha selvatico profumo e selvatico colore.
  3. Con lentezza, ma con inesorabilità, come il male segreto che porta alla distruzione un vecchio albero, il veleno delle ferite inflitte alla sua felicità, alla sua volontà, al suo orgoglio, stava minando anche la sua filosofia.

Sinossi ufficiale

Primo capitolo della fortunatissima saga di John Galsworthy dedicata alle generazioni della famiglia Forsyte, "Il possidente" è la storia di Soames Forsyte, astro nascente della nuova borghesia capitalista, convinto di poter esercitare il diritto di proprietà su tutto ciò che desidera, compresa una moglie. Candidata a questo ruolo è Irene, che però si oppone al matrimonio, non riuscendo a provare alcun sentimento di affetto per il marito e cercando le attenzioni di un altro uomo. Ma, come avviene per il capitalismo più avido e crudele, anche per Soames è impossibile limitare la propria voglia di possesso, fino alle conseguenze più drammatiche. Vincitore del Premio Nobel per la Letteratura, Galsworthy diede vita a uno dei personaggi più drammatici, protagonista di una delle saghe più amate e appassionanti della letteratura inglese.

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