La domanda che hai nel piatto

Di Moran Beaumer
Voto: 8,5
Prima edizione: 2016
Numero di pagine: 150
Editore: WLM
Consigliato: Si

Tags: Contemporaneo, Sotto l'ombrellone, Ragazzi, Parigi
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Trama in breve

Dominic è un ragazzo come molti altri; va a scuola, ha degli amici, dei genitori, una vita normale. A volte, però, la vita ha colpi di scena inaspettati, che cambiano tutto.

Incipit

Tra un'ora c'è la verifica di matematica. È da stamattina che mi fa male la pancia.

Ho sempre la diarrea quando c'è il compito con Pugnale. È la paura. Maledetta matematica. 

Recensione

Avete presente quando iniziate un libro e, immediatamente, provate simpatia per il protagonista, vi piace lo stile e sapete che il romanzo in questione, indifferentemente da come si svilupperà, vi piacerà senza dubbio? Ecco, a me è successo subito, con La domanda che hai nel piatto.

Iniziate il libro e siete già catapultati dentro il suo mondo; conoscete il protagonista e vi sta simpatico, lo capite al primo colpo, come se fosse un vecchio amico e scatta subito l'interesse per la lettura, la consapevolezza che lo finirete in poco tempo.

Infatti io l'ho finito in un giorno, per non dire poche ore, cosa che ormai mi succede solamente con i romanzi che mi porterò dietro per anni e che, più avanti, vorrò rileggere.

Il protagonista del romanzo è un ragazzo che frequenta il quinto anno di liceo scientifico, è molto diverso da me ma mi sono immediatamente immedesimata in lui, non c'è stato momento in cui mi sono estraniata dalla lettura abbandonando la storia e tornando me stessa. 

La trama iniziale non è delle più classiche; non riconosciamo un principio vero e proprio della storia che porta ad uno svolgimento e ad una fine che possiamo desumere. In realtà la maggior parte del libro è più orientato a farci conoscere il protagonista e la sua vita, facendoci comprendere cosa pensa di determinati argomenti, quali sono i suoi rapporti con amici, ragazza e genitori e così via. Questo non significa, però, che il libro sia noioso, anzi, io l'ho apprezzato moltissimo, anzi, ho preferito addirittura questa narrazione "generale" rispetto alla storia vera e propria che si dipana solo successivamente. Si può dire insomma, che non da subito si comprende l'indirizzamento che avrà poi la trama, ma questo non distoglie minimamente dalla lettura. Lo svolgimento, invece, è chiaro ed evidente nel momento in cui viene raccontato ma per me è stato totalmente inaspettato. Mi è piaciuto, anche se meno della prima parte del romanzo, e l'ho trovato comunque coerente con il resto della storia. La fine, che ovviamente non anticipo, mi è piaciuta molto.

Il mio parere sui personaggi è duplice; sicuramente non vengono affatto approfonditi quanto il protagonista, cosa impossibile considerare che il punto di vista utilizzato è univoco. D'altra parte, però, ho amato molto le parti in cui veniva raccontato il legame di Dominic (il protagonista) con gli altri personaggi, specialmente quello con il padre. I dialoghi persino li ho trovati parecchio verosimili ed interessanti. Perciò mi ritengo assolutamente soddisfatta sotto questo punto di vista anche se ormai si sa che tendenzialmente prediligo altre scelte strutturali.

Lo stile dell'autore mi piace moltissimo; è divertente, fluente, ritmato, semplice ma allo stesso tempo sufficientemente profondo. Con una leggerezza incredibile riesce ad esprimere concetti affatto semplici da trattare. L'ho molto apprezzato e sarei parecchio curiosa di leggere anche l'altro romanzo che ha scritto.

Altra caratteristica che mi è piaciuta molto e che spesso non trovo in libri simili è la capacità di rendere l'atmosfera nonostante la narrazione sia orientata sul divertimento. Capita spesso che in libri con protagonisti simpatici che, come si dice, la buttano sul ridere, non si riesca a percepire bene il dramma che sta dietro agli eventi raccontati. In La domanda che hai nel piatto, invece, questo non succede, forse non viene accentuato l'effetto drammatico ma viene comunque avvertito dal lettore.

La struttura è l'unica cosa che non mi ha convinta del tutto, ma sinceramente ve lo dico solo per completezza e non per un vero e proprio disagio provato durante la lettura. Come sapete non amo particolarmente i libri che variano genere con l'andare avanti della lettura. In questo non si può dire che succeda totalmente ma è anche vero che la piega presa dalla storia, come già spiegato, era del tutto inaspettata prima di un certo punto della lettura e mi ha disorientata, anche se davvero momentaneamente. Perciò se proprio gli vogliamo trovare un difetto è questo; avrei preferito ci fosse un maggiore numero di pagine che si occupasse della transizione della storia. Perché, come ripeto sempre, preferisco il troppo al troppo poco.

L'ambientazione non occupa molto spazio nel libro, eppure è incisiva. Non so se sia complice il fatto che il libro sia ambientato a Parigi, città che amo immensamente, ma so che le immagini dei luoghi descritti mi rimarranno impresse nella memoria. E non si può chiedere di più ad un romanzo.

Il ritmo, come già si evince da ciò che ho anticipato, è veloce. Anche quando non succede niente di particolarmente avvincente, la lettura lo è perché si è invogliati ad andare avanti nel conoscere il protagonista e le sue vicende. Il libro poi è breve, è stato un dispiacere finirlo e sono sicura che lo rileggerò prima o poi, cercando di godermelo leggendolo più lentamente e dando importanza a determinati passaggi che apprezzerò ancora di più.

Questo romanzo ha come protagonista un ragazzo, questo è il motivo per cui ho inserito anche la tag ragazzi, penso però che possa essere apprezzato sia da giovani che da adulti. Lo consiglio a tutti voi, è uno di quei libri che vorrei regalare a coloro che dicono di non amare la lettura, per fargli vedere che di letture facili ma non superficiali che valgono la pena ce ne sono eccome.

Citazioni

Poter scambiare due chiacchiere con qualcuno che ti è simpatico ti rincuora. Ti rende persino più forte.

Delle volte le donne ti baciano come dovessero pagare un conto. Anzi, più ti baciano in quel modo più ci sarebbe qualcosa da chiedersi. Ma devi goderti quei momenti anche se sai dell'inganno. Tanto te lo devi mettere in testa che non saranno mai tue, come i gatti, come il vento.

Altro che gli umani. Sono gli animali che riescono ad essere felici. Sono loro che non hanno il dopo. Invece noi abbiamo le conseguenze, abbiamo il futuro che ci tormenta.

L'energia che produci non si dimentica di te, diciamo che ha il tuo odore e ti riconosce. Così un giorno ritorna. In genere arriva da un'altra parte rispetto a quella dove l'hai prodotta, ma ritorna. È fatta di te. 

Finisce sempre in un lampo. E tutto di colpo, tutto insieme. Come buttare il sacco dell'immondizia, di cui non ti ricordi più nemmeno cosa c'è dentro.

Dal momento in cui nasci, lunedì arriva sempre. E ti spacca. 

Conoscere qualcuno, uomo o donna che sia, è aprire delle porte dentro di lui. Porta dopo porta impari a saperlo. Ma per chiunque incontri. arriva il momento in cui apri una porta e trovi la sua mediocrità. Ce l'abbiamo tutti. A quel punto puoi decidere: o ti fermi e lo abbandoni, oppure vai avanti ad aprire le altre porte che ha. 

A volte mette paura vedere le persone piangere. Perché si scuotono e sembra che si debbano smontare. Ti aspetti di vederne cascare i pezzi. Vorresti puntellarle, sorreggerle. E se pensi questo è perché sei lucido, non sei caduto nel pianto come loro, non ne sei preda, l'uragano non ti ha trascinato. Tu puoi ancora ragionare. Resti lì, spettatore della tenerezza, sicuro che non ti smonterai, che non entrerai nel pianto, E ti senti male, ma rimarrai da solo. Fuori a guardare.

Sinossi ufficiale

Parigi. Dominic Robert sta per compiere diciannove anni e, tra qualche mese, dovrà anche affrontare l'Esame di Maturità. Figlio di genitori separati, non vive la sua condizione come un problema, anzi, con il padre ha un ottimo rapporto, complice, profondo. Ciò che invece rischia di minare il fragile equilibrio della sua età è la matematica e, soprattutto, chi la insegna. Si tratta di un giovane professore che, per i modi particolarmente feroci con cui si relaziona alla classe, viene da tutti soprannominato Pugnale. Dominic ha sempre evitato di cedere alle provocazioni di questo demone vestito di nero, ma una tragica circostanza lo obbliga a un cambiamento. Con la mente affollata di nuove e urgenti domande capisce che una, su tutte, s'impone e pretende una risposta. Caduta nel piatto della sua esistenza comincia a scavare dentro di lui e ad agire sulla sua parte oscura.

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