Terreno di sepoltura

Di Davide Camparsi
Voto: 8
Prima edizione: 2016
Numero di pagine: 56
Editore: Nero Press Edizioni
Consigliato: Si

Tags: Horror, Contemporaneo, Italiano, Sotto l'ombrellone, Vincitore di un concorso
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Trama in breve

Il dilemma di sempre: si può far del male consapevolmente, anche se a fin di bene? Qual è il limite invalicabile che non bisogna oltrepassare per perdersi per sempre?

Incipit

Harold strinse la vanga, osservando pensieroso il cielo di gesso. 

Le nuvole avevano scavalcato la montagna e minacciavano pioggia; gli uccelli si agitavano neri e inquieti contro quel bianco sporco.

Recensione

Terreno di sepoltura è un racconto di Davide Camparsi, autore che non conoscevo ancora ma che d'ora in poi terrò sicuramente d'occhio.

Vincitore della III Edizione del Premio Horror Polidori, mi ha subito colpita favorevolmente.

La struttura del testo è divisa in tre parti. Ho amato particolarmente la prima più introduttiva e la seconda dove l'orrore prende il sopravvento, la terza, per quanto ben fatta, mi è piaciuta meno.

Lo stile dell'autore ci porta immediatamente ad avere chiare le immagini di ciò che succede. Noi leggiamo e, dentro le nostre teste, è come se tutto fosse già lì, in attesa di essere visto. Si tratta di uno stile semplice e non arzigogolato, riesce con poche parole ad esprimere tutto ciò che vogliamo sapere.

Da fan di King e amante del genere horror, ho letto ormai diversi libri di questo genere. Nonostante ciò ho trovato la trama di questo racconto originale e davvero ben sviluppata. Ci viene presentata da subito la causa dell'orrore ma è grazie ai flashback e ai pensieri dei personaggi che scopriamo la portata esatta di ciò che dovremo affrontare insieme a loro. Non anticipandovi niente vi dico solo che ho amato immensamente il finale della storia: non sarebbe potuta finire in altro modo.

Come spesso capita nelle storie brevi, l'introspezione dei personaggi non è particolarmente approfondita, anche se non manca affatto. Probabilmente se la terza parte fosse stata più estesa avremmo potuto entrare più in empatia con loro, ottenendo ancora di più dalla storia. La simpatia per i personaggi è, comunque, garantita, e non possiamo fare a meno di parteggiare per loro e sperare che tutto si risolva.

L'atmosfera horror è la chicca. Camparsi è riuscito perfettamente a renderla viva, la proviamo dalla prima riga e non ci abbandona più fino alla fine della storia.

L'ambientazione mi è piaciuta molto; vengono descritti i luoghi e gli elementi fondamentali della storia in maniera egregia, facendoceli immaginare perfettamente e proiettandoci in quel luogo. 

Il ritmo è velocissimo. Certamente si tratta di un libro che si legge in fretta a causa della sua brevità ma è, soprattutto, la voglia di andare avanti con la lettura, il non accorgersi nemmeno delle pagine sfogliate, a farcelo finire in pochissimo tempo. Io l'ho letto Sotto l'ombrellone e l'ho finito alla velocità della luce, rimpiangendo caldamente di averlo fatto perché, dopo, mi è stato impossibile leggere altro; ero troppo presa dalla storia di Terreno di Sepoltura.

Lo consiglio a tutti perché si tratta di un ottimo racconto horror che può piacere anche ai più esigenti. Lo stile dell'autore mi ha davvero colpita e sicuramente andrò a cercare altro scritto da lui. 

L'editore, poi, è uno dei miei editori indipendenti preferiti; ottimo lavoro anche questa volta, e non vedo l'ora di leggere altri suoi libri!

 

 

 

Citazioni

Lo sapeva: c'erano i sogni per quello. I sogni lo avvisavano per tempo, prima che fosse troppo tardi e le cose diventassero più brutte di quanto già non fossero.

L'altro stava arrivando.

Suo padre gli aveva detto che la rabbia era una cattiva consigliera, ma in quel momento gli pareva invece un'ottima compagnia. In grado di soffocare la paura.

Mostri in agguato tra le pieghe delle tenebre, pronti a sgusciar fuori e ghermirti, se non facevi attenzione. Se smettevi di credere loro, riponendoli in un angolo della mente, come sciocche e polverose favole per bambini. I mostri non aspettavano altro.

Desiderava poter estinguere nella vendetta almeno una punta di quel dolore che gli spinava il cuore, avvelenandolo.

Non ti potevi fidare dei mostri: erano molte cose, ma soprattutto scaltri.

Non ci sono innocenti. c'è solo la fame, e quel che deve essere fatto per saziarla.

Sinossi ufficiale

Una terra maledetta, un segreto che affonda le radici in un orrore antico come il mondo.
Harold lo sa bene e suo è il compito di proteggere questo segreto. Ma fino a che punto è lecito compiere il male a favore di un bene più grande? O sacrificare degli innocenti per salvare i propri cari?
Sono queste le domande che affliggono Harold mentre impugna la vanga contro il profilo tenebroso del Corno Nero. Interrogativi che ben presto tormenteranno anche suo figlio, Piccolo Jack, perché quello sotto la montagna è un dio volubile, primordiale e soprattutto affamato.
E qualcuno lo deve nutrire.

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Commenti

Davide Camparsi
16/06/17 - 11:26:40
Grazie per il tempo dedicato alla recensione, la sua accuratezza e per le belle parole. Sono soprattutto contento che il racconto sia piaciuto!
Samantha Admin
16/06/17 - 12:08:01
Prego, mi è piaciuto davvero molto! Complimenti davvero!

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