Cono d'ombra

Di Paolo Delpino
Voto: 6,5
Prima edizione: 2016
Numero di pagine: 211
Editore: Nero Press
Consigliato: Ni

Tags: Contemporaneo, Italiano, Noir
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Trama in breve

La protagonista Silvana, ispettore della squadra investigativa volta a risolvere il caso di uccisione di Antonio Bersaghi, conosce e diventa amica di Alberta Drago, commissario della Omicidi. Le due donne non potrebbero essere più diverse, eppure, riescono ad andare d'accordo nonostante le loro divergenze sul caso. Il mistero però si infittisce. E se Calibro 22 colpisse ancora?

Incipit

Una domenica pomeriggio di un giorno d'autunno Francesco Casoria e io eravamo di pattuglia.
Da un po' di tempo, per motivi finanziari, c'erano stati dei tagli sulla benzina delle volanti e per questo motivo i colleghi che avevano preso l'auto prima di noi l'avevano lasciata a secco; dovevamo perciò fare rifornimento cercando di spendere il meno possibile.

Recensione

Eventi che hai vissuto insieme a me, restando però sempre nel cono d'ombra.

Cono d'ombra è il primo libro che leggo di Paolo Delpino, è un noir che si lascia leggere velocemente e che mi è piaciuto, nonostante pensi che, potenzialmente, avrebbe potuto farlo anche di più.

La trama si allinea a ciò che ci aspettiamo dal classico noir: un omicidio che la poliziotta protagonista del racconto dovrà risolvere. Interessante lo spunto economico/finanziario su cui si basano le indagini che lo rendono più outsider rispetto al genere.

Capisco bene che non sia facile per te gestire questa specie di gioco di specchi, ma al punto in cui siamo è l'unico modo per far procedere le informazioni.

Lo svolgimento è complesso e ben riuscito, succedono moltissime cose e non ho indovinato i colpi di scena nemmeno una volta, cosa decisamente atipica e che ho apprezzato. 

Era così semplice, ma ora non avevo il tempo di spiegarlo ai miei compagni di viaggio: bisognava solo arrivare, più in fretta che si poteva.

Essendo lo scrittore un uomo ci si potrebbe aspettare un protagonista al maschile mentre, in realtà, non solo la protagonista è una donna ma anche il secondo personaggio più importante del romanzo lo è. Scelta un po' atipica che non posso valutare se abbia influito o meno sul risultato finale perché io stessa sono una lettrice atipica e, difficilmente, apprezzo le protagoniste femminili. 

Proiezioni: così si chiamano i processi mentali in base ai quali si trasferiscono sull'altro i propri ragionamenti, anziché affrontare il confronto con lui.

La narrazione in prima persona è una scelta stilistica che divide i lettori da generazioni; trovo che all'interno di questo romanzo sia assolutamente coerente con la struttura e alquanto condivisibile, io però faccio parte degli adepti della terza persona e, nonostante non lo trovi assolutamente negativo, non ho potuto apprezzarlo pienamente.

Ho riflettuto che sarebbe stato meglio un guasto o una foratura, perché la morte è una si quelle cose che non si aggiustano.

Come ben sapete, atmosfera ed empatia con il personaggio principale per me sono spesso collegate a doppia mandata e, proprio per questo, non ho provato un'eccessiva emozione nel leggere questo libro, l'autore però fa capire perfettamente ciò che accade e le emozioni dei personaggi coinvolti.

Da qualche tempo ho l'impressione che ciò che vivo ora non sia altro che il risultato di quanto mi è capitato prima.

I personaggi da Alberta Drago fino al meno importante sono ben definiti anche se non eccessivamente approfonditi. Sono le parole e le impressioni della protagonista a descriverceli e, perciò, li conosciamo in maniera parziale.

Non ci sono esseri umani perfetti; se esistessero, sarebbero dei.

Non viene data una grande importanza all'ambientazione che viene descritta nelle sue caratteristiche essenziali e che serve solamente da sfondo alle vicende narrate.

Di colpo, mi sono resa conto di che piccolo paese siamo; Milano, in particolare, mi è apparsa provinciale, disordinata... soprattutto incompiuta

Non mi resta, ora, che tirar fuori la solita frase che vi ripeto sempre e che, ormai, sapete a memoria: preferisco il troppo al troppo poco. Con questo intendo sempre che preferisco che in un libro un autore esageri e sia decisamente troppo prolisso ma dando il giusto tempo (o anche troppo!) a tutti gli elementi, invece, in questo caso troviamo tantissime cose in una narrazione più sintetica di quello che, in genere, preferisco. Non dimentico mai di considerare, però, che moltissimi di voi apprezzano esattamente l'opposto e, perciò, credo che potrete apprezzarlo di più. Questo aspetto rende, perciò, la mia recensione meno oggettiva ed influisce sulla mia valutazione dei diversi elementi sopra riportati, perciò, chi apprezza questo aspetto, gradirà maggiormente tutto il romanzo in generale, elemento per elemento.

In conclusione, Cono d'ombra che è un libro Nero Press, editore che stimo e che mi ha sempre dimostrato di essere garanzia di qualità, è un libro piacevole che ho letto in soli due giorni ma che, a causa di gusti personali, non ho potuto apprezzare quanto avrei voluto.

Lo consiglio a chi ama i libri in prima persona, diretti, pieni di contenuto e alla ricerca di un pizzico di sentimento, che non guasta mai.

Citazioni

«Lo studio non sempre soccorre, Silvana. A volte serve altro.»
«Intende il famoso intuito 
femminile?«
Rossi ha scosso la testa. «No, non tanto quello. Servono soprattutto l'intelligenza e il cuore: due doti che certo non ti mancano.»

Silvana, certe verità sono, se non inutili, pleonastiche. Vi sono cose più importanti della sincerità.

Perché, quando mutano le forme, mutano anche gli equilibri. Funziona come a teatro, dove un attore che recita male svilisce il suo ruolo.

La vita è teatro, Silvana.

Il Moulin de la Galette è un ristorante che si trova in zona Montmartre, famoso per essere stato frequentato e scelto come soggetto da pittori come Renoir, Picasso e Van Gogh, per citare solo i più famosi.

 

Sinossi ufficiale

Quando un misterioso killer uccide con una calibro 22 Antonio Bersaghi, propietario della Polisystem, società che opera nel ricollocamento di aziende in crisi, le indagini si indirizzano subito verso le oscure manovre attorno alla vendita della Time Lock, un’azienda di Information Technology vicina al fallimento, di cui la vittima si stava occupando.
L’ipotesi sembra confermata quando l’assassino elimina anche Giorgio Trevisani, avvocato legato al clan Barroso, e si scopre che i brevetti missilistici della Time Lock fanno gola alla mafia russa.
L’ispettore della squadra investigativa Silvana Santi crede però che il vero movente degli omicidi debba essere cercato nel passato delle vittime, scontrandosi più volte con l’amica Alberta Drago, commissario della omicidi.
“Calibro 22” è un killer a pagamento o un uomo in cerca vendetta? Per svelare la sua identità, le due donne saranno costrette a rischiare la vita e metteranno a dura prova il loro rapporto…

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