Le cose oscure

Di Christian Sartirana
Voto: 7,5
Prima edizione: 2016
Numero di pagine: 75
Editore: Delos Digital
Consigliato: Si

Tags: Horror, Contemporaneo, Italiano, Emergente, Arte
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Trama in breve

Mauro, restauratore di talento, è chiamato a svolgere il lavoro più strano della sua vita: aprire una porta.

Incipit

Quando giunse nel paese era già ora di cena. Sessana di Gabiano era poco più di una strada che attraversava una manciata di case. Vuote per la maggior parte.

Recensione

Ci sono molti artisti e filosofi che sostengono che l'arte sia l'umano tentativo di catturare la realtà, la verità profonda che sta alla radice di un qualcosa. Un aspetto della vita che nessuno scorge chiaramente perché invisibile, ma che può essere rappresentato in modo tale che tutti possano afferrarlo.

Le cose oscure di Christian Sartirana è un romanzo breve horror che rimanda molto ai classici del genere, Lovecraft su tutti. Dell'autore ho già letto e recensito poco tempo fa La Gente della Marea e, con questa nuova opera, non solo il mio parere sull'autore viene rinnovato ma anche ulteriormente migliorato.

Il pregio maggiore di quest'autore è, senza dubbio, la capacità di rendere l'atmosfera horror, si tratta di una storia breve e quindi, veloce, eppure in questo racconto ho trovato tutto ciò che mi serviva per immedesimarmi, farmi avvolgere dalla sensazione di inquietudine che non deve mai mancare in un libro del genere, spaventarmi e, infine, ricordare con gioia che non si tratta affatto della realtà (o forse no?).

Fuori dalla finestra il buio era ormai calato e l'oscurità, con mani invisibili, agitava ombre danzanti contro le pareti del salotto. La quiete al di là di quei vetri pareva qualcosa di assoluto. Mauro quasi cominciava a patirne l'effetto, abbastanza da desiderare che il vecchio cominciasse a parlare e rompesse quel silenzio e quell'immobilità angoscianti. 

La trama del libro mi è piaciuta particolarmente; datemi un pittore così sensibile da provare e vedere cose che nessun altro può guardare e io sarò felice. Era da Duma Key di Stephen King (sì, sono riuscita a nominarlo anche questa volta!) che non leggevo qualcosa di questo genere al riguardo e, mi è davvero piaciuto. Tra l'altro ho apprezzato anche il fatto che la storia sia ispirata ai quadri di Giuseppe Marotto, pittore surrealista di Casale Monferrato realmente esistito e morto di recente.

Pare infatti che il mio avo soffrisse di un'eccessiva sensibilità verso persone, luoghi e oggetti, o almeno tale da indurlo, come dire... a una visione della realtà piuttosto approfondita.

Lo stile dell'autore nella lettura precedente non l'avevo inquadrato totalmente a causa della brevità dell'opera, questa volta ho potuto leggere qualcosa di più lungo e l'ho apprezzato molto. Frasi brevi o comunque, non arzigogolate, molto incisive e significative.

Le personalità dei personaggi principali sono evidenti ma non particolarmente importanti ai fini della trama. Il pittore è colui che conosciamo meglio ma, visto che ci viene parlato di lui da qualcun altro, abbiamo l'impressione di non poterlo capire veramente, di poter solo immaginare quello che ha provato e pensato in ogni istante. Questo è assolutamente comprensibile e coerente con l'atmosfera che, se il mistero fosse stato meno fitto, sarebbe necessariamente venuta meno. 

L'autore del quadro è un certo Aurelio Rotondino, mio avo. Non lo hai mai sentito nominare perché a dispetto del suo immenso talento, purtroppo, non è mai stato famoso se non per il breve periodo in cui si era trasferito a Firenze, dove il suo successo durò pochissimo.

L'ambientazione è bella e ben descritta, anche se non in dettaglio. Trattandosi di una storia relativamente breve lo trovo un aspetto ben fatto e  approfondito al giusto livello. Le descrizioni sono suggestive e aiutano ad entrare all'interno dell'atmosfera.

Dalla vegetazione al di là delle case vuote l'oscurità premeva come una folla nera.

Il ritmo di lettura è medio. Lo stile è piacevole e, perciò, si va avanti senza alcun problema e il testo è breve e si termina in pochissimo, si tratta però di un genere di orrore classico che ti fa entrare nella storia e nell'atmosfera pian piano, facendotici strisciare dentro senza nemmeno fartene accorgere, e per questo serve necessariamente una tempistica ben diversa da quella di uno splatter o, parlando del genere per eccellenza che si associa alla velocità, ad un thriller.

C'era qualcosa di sbagliato nel suo sguardo, come un ombra sul fondo che prima non aveva notato.

Come si sarà capito, il libro mi è piaciuto molto e ve lo consiglio. L'autore ha letto molto del genere (si capisce) e, cosa più importante, ne ha fatto davvero tesoro. Non vedo l'ora di leggere altro di suo e spero che un giorno scriva anche un'opera ancora più lunga! Lo consiglio a tutti, sia ai neofiti del genere sia a coloro che hanno letto già molto e che riconosceranno, come me, un autore da tenere d'occhio!

Sinossi ufficiale

Ci sono creature oscure e terribili nascoste dietro la superficie della realtà…

Un restauratore è chiamato a risolvere il mistero che da secoli avvolge un quadro antico, che sembra nascondere una “porta” che conduce in un mondo abitato da sconosciute creature. Una storia lovecraftiana costruita sulla suspense e sull’inquietudine.

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