Come il mare ad occhi chiusi

Di Elena Grilli
Voto: 7,5
Prima edizione: 2016
Numero di pagine: 208
Editore: EEE (Edizioni Esordienti Ebook)
Consigliato: Si

Tags: Contemporaneo, Italiano, Noir, Emergente
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Trama in breve

Ancona. Il mare fa da sfondo alle vita di Dalia, ragazza che vive alla giornata e con un'unico scopo: divergere. Un giorno la sua vita si intreccerà a quella di Lisa, donna fragile e debole che la indurrà a cambiare i suoi piani.

Incipit

Quando con tristezza ripensava all'inizio della fine, gli venivano in mente solo flash di quel giorno. Anzi no, non un giorno, bensì un particolare frangente, una ridicola sequenza di minuti in cui la sua intera esistenza andò in malora.

Recensione

Come il mare ad occhi chiusi, inspirai a fondo e volteggiai tra le fragranze nascoste nella barba e trasportate dal suo alito, sempre più vicino, fino a sparire nel contatto molle delle labbra.

Come il mare ad occhi chiusi è il primo romanzo che leggo dell'autrice emergente Elena Grilli. Questo romanzo ha vinto Il Premio Giallo Indipendente 2017 nella sezione romanzi editi e l'ho ricevuto perché il Blog collabora con la Casa Editrice che l'ha indetto; la WLM Edizioni.
Al momento, è in corso l'edizione 2018 del Premio, se volete partecipare potete consultare tutte le informazioni a questa pagina.

Si tratta di un libro che non lascia indifferenti; io l'ho amato, poi l'ho odiato, l'hoo riamato l'ho riodiato. Per questo motivo la recensione sarà un continuo alto e basso; vi dirò tutto ciò che mi è piaciuto e ogni cosa che non ho apprezzato, omettendo però ciò che vi possa anticipare la trama.

Partiamo proprio da quest'ultima. Ho segnalato il romanzo come un noir, perché lo ritengo il genere che più si avvicina a questa storia che, in realtà, è talmente atipica da non potersi uniformare ad un genere prestabilito. La storia si svela sin da subito piuttosto intricata a causa della sua struttura che presenta diversi punti di vista e che non ci fa comprendere immediatamente tutto. Come ben sapete, apprezzo tantissimo i libri così impostati e, anche in questo caso, l'ho trovato una scelta, portata avanti in maniera egregia, che ha apportato uno dei punti vincenti del romanzo. Proprio grazie a questa struttura, la trama ci risulta così misteriosa. Successivamente, quando l'idea iniziale è ormai stata compresa, l'autrice riesce a creare uno svolgimento ulteriormente complicato ed intricato utilizzando i punti di vista nel migliore dei modi e facendoci avvertire particolarmente la suspense.

Ho apprezzato, perciò, sia la trama che il suo svolgimento, anche se ho, invece, odiato la credibilità della narrazione. È impossibile per me potervi spiegare bene cosa intendo senza anticiparvi nulla, perciò sono costretta a rimanere vaga al riguardo. Vi dirò solo che ho trovato la storia troppo intricata e ricca di colpi di scena, in particolare uno era del tutto impossibile da indovinare perché oggettivamente ciò che abbiamo letto non combacia affatto con ciò che poi viene raccontato. Questo è l'aspetto che meno ho apprezzato del romanzo ed è l'unico vero motivo per cui il voto che ho assegnato al romanzo non è alto come, invece, tutti gli altri aspetti del libro si sarebbero meritati.

Procedere a zig zag... divergere... solo così riuscivo a non farmi prendere.

L'ambientazione ha un ruolo rilevante all'interno del romanzo, come possiamo notare già dal titolo, in cui il mare viene citato non a caso. Ancona è la città dove si svolge l'intera vicenda ed è descritta in diversi passaggi del libro. Oltre alla sua struttura quale città, che viene descritta anche se non con minuzia di particolari, riusciamo a catturare attraverso le parole dell'autrice il lato romantico e naturistico di Ancona come località che dà sul mare.

Quella sera di febbraio, l'unico rumore erano i miei passi sul marciapiede bagnato. Un "ciaff" dietro l'altro, a cui sapevo che corrispondevano con precisione matematica altrettanti schizzi di acqua fangosa sull'orlo posteriore dei jeans. L'aria profumava ancora della pioggia caduta nel pomeriggio e scendendo fresca giù dal naso sembrava avere il potere di offrirmi una lucidità superiore.

Sono molti i personaggi coinvolti all'interno della vicenda e, molti di loro, vengono rappresentati anche da un punto di vista ma, nonostante questo, non li conosciamo nel profondo, sappiamo soltanto ciò che li impensierisce in quel determinato momento. Certamente, ci è possibile desumere alcune delle loro peculiarità da ciò che pensano, dicono e fanno, ma l'alone di mistero che li circonda rimane ben solido fino alla fine. Probabilmente la mancata introspezione dei personaggi è stata deliberatamente voluta dall'autrice; in fondo si tratta di un noir ed era rilevante mantenere il mistero su chi potesse essere il colpevole, perciò un approfondimento maggiore avrebbe potuto svelarci troppo. D'altro canto è importante rilevare che l'estetica dei personaggi è, al contrario, oggetto di descrizioni piuttosto minuziose e trovo che questo sia assolutamente coerente con la trama perché riconduce al filo conduttore dell'effetto alone, uno degli spunti più interessanti del romanzo.

Dicesi effetto alone, le generalizzazione che la mente fa a partire a un tratto fisico caratteristico di un individuo, estendendolo alla sua intera personalità.

La protagonista della vicenda è Dalia. L'unico punto di vista di cui leggiamo direttamente ciò che lei pensa e desidera raccontarci (mentre per gli altri personaggi la narrazione è in terza persona in questo caso è, invece, in prima). Questo è uno degli aspetti da alto e basso che vi preannunciavo all'inizio della recensione. L'ho detestata sin dal primo momento; supponente, altera, superba e cattiva, mi è stato impossibile preoccuparmi per lei in un qualsivoglia momento. Io non so se l'intento dell'autrice fosse quella di rendercela antipatica o, semplicemente, quello di rimarcare un carattere e una personalità molto forti, so solo dirvi che è indubbiamente riuscita a renderla indimenticabile ma a spese dell'empatia con il personaggio che mi è completamente mancata.

Alla domanda che mi rivolgevano spesso, essendomi da poco laureata in psicologia, su quale pensavo fosse la mia strada, io rispondevo che nella mia vita non volevo strade, ma piazze. Poi lasciavo l'interlocutore stordito negandogli ulteriori spiegazioni.

L'ultimo elemento alto e basso è lo stile dell'autrice. Partiamo con il dire che mi piace molto e che, di base, mi ha stupita perché non sono molti gli autori emergenti che possiedono una tale fluidità e scioltezza narrativa. Anzi, vi dirò la verità, se non sapessi che si tratta di un'autrice emergente, avrei sicuramente pensato a qualcuno che scrive davvero da molti anni e che ha imparato tutte le accortezze necessarie ad interessare e coinvolgere il lettore. Anche solo la presenza di piccole anticipazioni di trama (come fanno tutti gli autori commerciali di maggior fama, da Stephen King a John Connolly) è un chiaro esempio della capacità della scrittrice di utilizzare la narrazione in maniera mirata e ben costruita. Se la dovessi valutare esclusivamente per questo, perciò, la mia valutazione sarebbe più che positiva.

Patacca si rese conto che la sua ostentata sicurezza era un bluff ai danni di se stesso solo quando un passo passo lo precipitò nella voragine da cui non sarebbe più riemerso.

Ci sono, però, alcuni particolari in più che ho notato e che vi voglio descrivere. Per quanto riguarda l'errore comune che si può compiere davanti a capitoli con POV diversi, cioè lo stile che non si differenzia affatto tra un personaggio e un altro, l'autrice lo schiva con efficacia rendendo ogni punto di vista narrativo unico. Quello della protagonista però (sempre lei! È una persecuzione, lo ammetto) non mi ha convinta del tutto e ora ve ne spiego il motivo: l'ho trovato troppo differente. Una persona sola, secondo il mio modestissimo parere, non è così eterogenea nel lessico che utilizza nei suoi pensieri. All'interno dei capitoli di Dalia, infatti, possiamo trovare sia il lessico comunque che potrebbe utilizzare una qualsiasi altra sua coetanea piuttosto superficiale, colloquiale e giovanile, fatto da modi di dire e onomatopee, sia paroloni che denotano una grande ed inaspettata cultura (perché, diciamoci la verità, quando parliamo tra noi e noi, solitamente, non ricerchiamo il termine più complicato, bensì, quello più semplice) e, dulcis in fundo frasi poetiche e metaforiche assolutamente godibili se prese estrapolandole dal contesto ma che, sempre secondo me, cozzano completamente con le caratteristiche intrinseche della protagonista e anche con quanto possiamo dedurre dalla trama, che non è affatto dolce e delicata. Insomma, Elena Grilli sa scrivere bene sia in un modo che nell'altro ed è tutto bello ma, per me, è troppo per un unico punto di vista che avrebbe dovuto prendere una direzione o l'altra per sembrarmi più plausibile.

Una sorta di Lord Byron privato dello slancio poetico, un romantico senza pensieri languidi e sognanti, come un gatto che non fa miao o una sveglia che non fa tictac.

Ho terminato il romanzo in un'unica giornata, non solo è piuttosto breve, ma ti trascina con sé e ti fa venire voglia di continuare la lettura. I capitoli sono spesso brevi ed incisivi e catturano l'attenzione del lettore. Il ritmo è, perciò, veloce e anche voi non faticherete a terminarlo in brevissimo tempo.

Infine vi parlo dell'atmosfera, aspetto che in parte ho anticipato in tutto ciò che vi ho scritto sopra. La mancanza di empatia con la protagonista non mi ha fatto provare emozioni di alcuna sorta, ma la struttura e lo stile dell'autrice mi hanno portata ad avvertire la suspense della trama. Un buon romanzo, dunque, ma non emotivamente trascinante, aspetto che in realtà, non è affatto necessario per il genere noir.

In conclusione se dovessi sintetizzare il tutto con una frase vi direi: l'autrice è molto brava ma ha fatto troppo per dimostrarlo.

Non posso che consigliarvelo perché si tratta a tutti gli effetti di un libro interessante, piacevole e godibile, mi dispiace però perché i presupposti mi avrebbero indotta a dargli un voto ancora più alto!

Citazioni

In un batter d'ali, la farfalla del caos aveva dato inizio ad un terremoto interno ed esterno che lo aveva lasciato immobile, come colpito da paralisi, incapace di reazione, ebete.

Sul comodino c'era la Luger, solo quella. Inutile, ecco cos'era quell'oggetto a cui per anni aveva affidato la propria sicurezza e la propria superiorità.

La mattina dopo tutto sommato si sentiva bene, solo un po' stanco e stordito dagli strascichi di una esperienza che era andata incontro allo stesso destino degli incubi, i quali mantengono la loro capacità di fare prigionieri solo fino a quando le prime luci del giorno tolgono loro la consistenza solida della realtà.

Il disturbo da attacchi di panico lo potevano avere spie le donne, quelle deboli di nervi e troppo sfigate per avere una vita normale, non lui!

Tutto per scongiurare quel velo d'orgoglio che si coglie in fondo agli occhi di ogni genitore che vede il proprio figlio bravo in qualsiasi campo.

Qui il tempo divenne il display digitale di un cronometro che segnando anche i decimi di secondo sfrecciava verso un futuro incerto con una sicurezza da vero incosciente

Eravamo separate ormai da un fragile silenzio infranto dall'imponente fremito del mare..

Sinossi ufficiale

Un omicidio strano, quello di un barista ritrovato con un foro di proiettile in fronte e misteriosi segni su una mano. Un delitto che risveglia la sonnolenta città di Ancona, desta antiche paure, scuote fino a far emergere segreti che erano sepolti dietro rassicuranti apparenze. Una coraggiosa ragazza usa il suo acume per destreggiarsi in una trama intricata che evolve con ritmo frenetico, sfiorando pericoli e doppi giochi mortali. Uscirne viva è una sfida che non è scontato vincere.

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