Non si perdona

Di Giuseppe Della Misericordia
Voto: 7,5
Prima edizione: 2017
Numero di pagine: 134
Editore: WLM
Consigliato: Si

Tags: Contemporaneo, Italiano, Sotto l'ombrellone, Giallo
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Trama in breve

Marco Ferrari, vive da disoccupato, nella città più costosa d'Italia: Milano. Questa consapevolezza, acquisita da una rivista lo porta alla necessità di trovare un lavoro a qualunque costo; anche se totalmente diverso da ciò per cui si sente dotato. È così che Marco diventa un investigatore privato nonché un allievo principiante di Kung Fu.

Dedica

Ai miei genitori

Incipit

Sabato 28 febbraio 2015.

— Allora? È dei nostri? — chiese l'ingegnere sporgendo lentamente oltre la scrivania il collo rugoso, senza muovere il resto del corpo dalla sedia.

"Una tartaruga gigante" pensò Marco Ferrari fissandolo.

Recensione

Non si perdona di Giuseppe Della Misericordia è l'ultimo libro pubblicato da WLM, Casa Editrice che ormai conosco bene e di cui apprezzo sempre la qualità e il lavoro svolto su ogni romanzo.

Si tratta di un giallo che riassume bene le caratteristiche tipiche del genere, ma che contiene anche particolarità che lo rendono fresco ed interessante.

Io che sono una persona schematica e maniaca dell'organizzazione, ho apprezzato particolarmente la struttura del libro; diviso nei giorni di svolgimento della vicenda. Ad un nuovo "capitolo" corrisponde una nuova data e, ad ogni nuova data, corrisponde, come ovvio, una nuova giornata.

L'ambientazione è, grazie a questa struttura, piuttosto chiara nelle tempistiche: la vicenda inizia il 28 febbraio 2015 e finisce definitivamente il 21 aprile 2015. Anche il luogo in cui è ambientata la vicenda è facilmente desumibile; sin dalla copertina (veramente molto bella) dove possiamo riconoscere il Duomo di Milano, che nella storia dove Milano viene descritta in alcuni suoi dettagli.

Il protagonista, Marco Ferrari, è il punto di vista dal quale ci viene raccontata la vicenda. Grazie ai suoi pensieri riusciamo a scoprire qualcosa del suo passato, della sua attuale vita e delle sue aspettative per il futuro. È un personaggio simpatico, non fatichiamo ad immedesimarci, sin da subito, nel suo punto di vista e, grazie alla sua ironia, ci regala momenti davvero divertenti.

A causa della narrazione in terza persona, limitata ai pensieri del protagonista, gli altri personaggi sono descritti in maniera piuttosto stigmatizzata. Marco, infatti, ha la tendenza ad associare ogni persona ad un animale e noi, da queste similitudini, riusciamo ad evincere più che altro le loro principali caratteristiche fisiche e, dunque, più superficiali. Come ormai ripeto in continuazione (è stato un mese di gialli e noir questo ottobre!), in un libro giallo è in parte d'obbligo che rimanga del mistero intorno ai personaggi, che sono tutti potenziali colpevoli o, comunque, che possono nascondere qualcosa di fondamentale importanza per la chiusura del caso. D'altro canto, però, a me è mancata un po' l'introspezione di alcuni di loro.

L'atmosfera percepita nel mio caso è stata grandemente influenzata dalla personalità del protagonista; nonostante si tratti di eventi seri ed anche pericolosi, Marco li racconta quasi come se si trattasse di una scampagnata, facendoti avvertire meno l'atmosfera tesa legata al mistero da risolvere ma riuscendo a rendere più scorrevole e leggera la lettura.

Ho impiegato due giorni a terminare questo libro e non ho dubbi che anche voi lo finirete in breve tempo, non ha un ritmo serrato che ci induce ad andare avanti grazie a colpi di scena continui ma lo stile scorrevole, la sua freschezza ed ironia, ci danno la possibilità di terminarlo molto velocemente. La curiosità di sapere, poi, come si sbrogli la matassa imbastita dall'autore, sarà sicuramente un punto a favore per terminare la lettura velocemente.

Non ho letto altro di Giuseppe Della Misericordia in precedenza perciò non conoscevo il suo background e non sapevo cosa aspettarmi per quanto riguarda la narrazione. Il suo stile si è dimostrato da subito scorrevole e piacevole; non si notano dubbi o esagerazioni dovute alle incertezze che, solitamente, sono la causa primaria di problemi nei libri degli autori con meno esperienza. 

La trama del romanzo è adeguatamente complicata, alcuni elementi sono più semplici da comprendere e, soprattutto, da indovinare, mentre altri rimangono misteriosi fino alla fine, quando ci vengono spiegati dall'autore. Lo svolgimento è ben fatto, non è caotico e si riescono a seguire tutte le informazioni aggiuntive scoperte dal protagonista. Il lettore riesce a risolvere il mistero insieme all'investigatore.

Ho apprezzato particolarmente l'incipit, che introduce le caratteristiche fondamentali del protagonista e fa immediatamente incuriosire per quanto riguarda la storia.

Ottimo anche il finale completo ed esaustivo anche se, per i miei gusti, troppo veloce. Avrei preferito un po' di suspense in più perché, come sapete, amo quando la storia si dilunga un po' prima di sferrare il colpo finale. I lettori che apprezzano l'incisività, invece, saranno totalmente conquistati da questa conclusione che non lascia nulla ai dubbi del lettore pur non eccedendo in spiegazioni.

Per quanto riguarda la vicenda narrata la storia è assolutamente credibile, meno lo è l'atteggiamento del protagonista che si comporta da completo incosciente. Si tratta di una scelta che non contesto e che rende il libro più godibile e leggero ma che non fa particolarmente presa sull'immedesimazione del lettore.

In conclusione penso che Non si perdona sia un ottimo romanzo, scritto da un autore con uno stile ritmato e con buone idee da realizzare, specie per quanto riguarda la personalità dei suoi protagonisti. Lo consiglio sia ai lettori esperti del genere, perché può piacere la sua capacità di rispettare i canoni classici ma con un tocco personale, e anche a quelli che sono più restii, perché nonostante la trama noir lo sviluppo è, in realtà, adatto ad ogni tipo di lettore, data la mancanza di scene veramente forti che potrebbero non piacere ai più suggestionabili.

Citazioni

Guardò fuori dalla finestra: le guglie del Duomo scintillavano forsennatamente, come se il sole fosse in cielo solo per loro.

— Caro Marco, in questo lavoro, contrariamente a quanto si possa pensare, meno domande ci facciamo, meglio stiamo! Il nostro cliente dice che vuole controllare se gli hanno rubato delle tecniche marziali? Bene: noi lo facciamo.

C'era solo una cosa che Marco Ferrari odiava più di sentirsi dire cosa doveva fare, ed era sentirsi dire cosa non doveva fare. Si era fatto dare ordini per una vita, ora basta.

pesci non hanno palpebre: non possono sospendere lo sguardo sul mondo, non possono sospendere il giudizio, non possono fingere di non vedere. 

Viveva ogni cosa all'eccesso, come se volesse esaurirla, consumarla, per poi passare ad altro. 

La cosa che più mi piace del Maestro è quello che lui chiama pragmatismo taoista: una cosa o funziona o non funziona, il resto non ha importanza.

C'è chi scappa dai suoi genitori, magari litigando e sbattendo la porta, perché non vuole fare un lavoro ben pagato e con un futuro garantito, e c'è chi accetterebbe qualsiasi lavoro per mantenere i suoi, pensava Marco guidando verso casa. Ma forse non era la prospettiva giusta per mettere a fuoco la situazione. C'è chi vuole scegliere che cosa fare della propria vita e deve difendersi da chi vuole decidere per lui, ecco la prospettiva giusta.

Lei amava a suo modo. Chi può dire qual è il modo giusto di amare? Chi può dire cos'è l'amore? La fece piegare sul tavolo e le sollevò la gonna.

Spesso le giornate che iniziano male finiscono peggio.

Quando si torna a casa dopo una vacanza o un viaggio, si viene pervasi da quella piacevole sensazione di riscoperta dei luoghi, oggetti, abitudini e posizioni. Ma quando si torna a casa dopo una fuga la sensazione è di riconquista, di vittoria.

Sinossi ufficiale

Marco Ferrari, rimasto d'improvviso senza lavoro, viene frettolosamente assunto da un'agenzia investigativa per un compito in apparenza impossibile. In questo modo inusuale fa il suo ingresso nel mondo del giallo italiano un investigatore "per caso" che il lettore non dimenticherà più. Marco non ha la minima idea di come si debba compiere un'indagine, non ha esperienze né competenze, anzi a volte è ingenuo, insicuro e maldestro. Ma ha una grande ostinazione. Si immerge quindi in un viaggio profondamente emotivo attraverso la traboccante umanità di Milano: spacciatori di periferia, divi della televisione, avvocati sarcastici, vedove altolocate, albergatrici invadenti e saggi Maestri di Kung Fu. Nonostante i suoi metodi bizzarri e improvvisati, scopre una pista che non avrebbe dovuto scoprire. La sua prima indagine diventa quindi una corsa contro il tempo su e giù per i viali milanesi, perché ormai risolvere il caso vuol dire soprattutto salvare se stesso.

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