Indian Emoticons

Di Patrizia Caiffa
Voto: 6,5
Prima edizione: 2012
Numero di pagine: 81
Editore: Haiku Edizioni
Consigliato: Si

Tags: Contemporaneo, Italiano, India, Viaggio
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Trama in breve

L'india raccontata da chi l'ha vissuta veramente. All'interno di Indian Emoticons troverete il racconto di quattro viaggi affrontati dall'autrice, con le rispettive paure e gioie vissute in un Paese così diverso dal nostro.

Incipit

La statua del dio dell'abbondanza è rosea, panciuta e incoronata d'oro. Sotto la lunga proboscide indossa ghirlande di fiori color zafferano, bianchi o gialli. Ai suoi piedi mazzi di incensi e fuochi sempre accesi per ossequiarlo.

Recensione

Forse solo l'inesorabile avanzata della globalizzazione e della modernità, dopo aver macinato e distrutto la parte più vera, genuina e antica dell'India, porterà modelli diverse e altre consapevolezze e aspirazioni. Ma sarà un bene o un male? Chissà.

Indian Emoticons di Patrizia Caiffa è un libro che contiene tutte le sfaccettature che raccontano il rapporto dell'autrice con l'India. In questo libro possiamo, perciò, trovare un po' di tutto e, proprio per questo, mi trovo in difficoltà nell'impostare la recensione.

Quando recensisco, la prima domanda che mi faccio è se il libro in questione sia di narrativa o meno, perché ciò che ricerco in una categoria, non è quello che desidero trovare nell'altra. Indian Emoticons, invece, non può rientrare in uno schema fisso perché contiene sia ricordi di viaggio dell'autrice, sia reportage che, opere di vera e propria narrativa. Perciò la recensione che seguirà sarà, sicuramente, diversa da tutte le precedenti.

Come sapete, io sono una persona molto schematica e, quando leggo un libro caotico (anche se solo nella sua eterogeneità) fatico ad apprezzarlo.
Indian Emoticons è un volume ben strutturato, è diviso in quattro parti (Sguardi, Emozioni, Storie e Cronache) e, quindi, è semplice comprendere il filone seguito dall'autrice in una determinata sezione. Trattandosi, però, di un libro molto breve, io ho vissuto i cambiamenti di stile e, soprattutto, di obiettivo, con difficoltà: era poco il "tempo" per abituarmi ad un determinato aspetto prima di giungere a qualcosa di diverso.

Dico questo perché si tratta di una mia personale peculiarità, condivisibile o meno, che ha grandemente influito sulla lettura e che, per questo motivo, deve essere spiegata, in modo tale da darvi la possibilità di capire se, in realtà, voi potreste apprezzare o meno la varietà fornita dall'autrice.

Ogni parte del libro è bella, interessante ed utile.
Nelle parti più personali si rivive il viaggio dell'autrice come se fossimo noi stessi a farlo, questo fa sì che persone come me, che non avranno forse mai la possibilità di ritrovarsi negli stessi luoghi di Caiffa, possano sperimentare quella sensazione di magia mista a preoccupazione che può verificarsi in un turista davanti a qualcosa che non conosce nel profondo. 
Nelle sezioni più basate sull'oggettività e i reportage su eventi importanti accaduti durante i viaggi dell'autrice, troviamo tantissime informazioni che ci fanno capire la reale situazione della popolazione e ci raccontano eventi rilevanti di cui, forse, non eravamo a conoscenza prima della lettura.
In entrambe le modalità, sia quella più soggettiva che quella oggettiva, l'autrice esprime i propri pareri ed è principalmente grazie ad essi e alle sue riflessioni personali che riusciamo veramente a capire la portata di ciò che ci viene raccontato.
La cosa certa nella lettura di Indian Emoticons è che, una volta terminato, il vostro bagaglio di conoscenze sarà aumentato. Anche se foste degli esperti al riguardo, potreste trovare degli spunti di riflessione o delle esperienze personali dell'autrice che potranno aggiungere qualcosa a quello che già sapevate.

Lo stile dell'autrice mi è piaciuto maggiormente nelle parti biografiche, nonostante il calore e l'amore per il Paese raccontato siano chiari in ogni momento, persino in quelli dove chiunque avrebbe voluto essere altrove, ho trovato che nei racconti meno "ufficiali" uscisse maggiormente la persona anziché la professionista. In ogni caso, ho gradito lo stile narrativo in ogni sua sfaccettatura, anche nelle due storie create dall'immaginazione di Caiffa che ho trovato ben narrate, oltre che belle. Il mio problema è stato, dunque, l'eterogeneità, la persona che mi parlava era sempre la stessa ma mi sentivo più o meno estranea a lei a seconda della modalità usata per raccontarmi quello che ha incontrato.

I pensieri dell'autrice sono comprensibili nell'intero libro e, ciò, permette di percepire bene l'atmosfera da lei provata. Percepiamo l'emozione della scrittrice e, in parte, essa ci viene trasferita. Sentiamo sia la gioia della nuova avventura che la paura dello sconosciuto.

L'India è ottimamente descritta sia nella sua estetica (i colori, i luoghi, i modi) sia nella sua cultura e nella sua mentalità. Si tratta sicuramente di un'ambientazione interessante, che viene ben raccontata e, in primis, conosciuta da Caiffa.

Lo scopo del libro non era sicuramente quello di far conoscere l'India al lettore in maniera completa; era piuttosto quella di trasmetterci ciò che l'autrice ha provato e conosce al riguardo. Questo obiettivo è stato raggiunto, però, leggere notizie ed informazioni sparse, lascia in parte l'amaro in bocca, perché ci si sente più consapevoli ma, al tempo stesso, si capisce anche che le nozioni che ora sappiamo sono talmente poche da non permetterci di conoscere questo Paese nemmeno in piccola parte. Ritengo che l'autrice abbia scritto e raccolto questi racconti più per darci una parte di sé che per farci conoscere l'oggettività di un luogo e, per questo motivo, non vi è un particolare approfondimento; noi scopriamo ciò che lei stessa ha provato nei momenti raccontatici. 
Conoscete tutti la mia prolissità e potete immaginare ciò che avrei potuto preferire: il racconto di un unico viaggio, ma approfondito in maniera tale da non permettermi di sapere qualcosa di meno della scrittrice.

In conclusione, ritengo che ogni singola parte del libro sia interessante, che l'utilità di questa lettura sia indubbia, che leggendo questo libro si potrà sentire più vicino un luogo così geograficamente lontano ma che, pubblicato tutto in un unico contesto, rischi di far perdere la particolarità di ogni singolo elemento.

Lo consiglio per due motivi.
Il primo è che capita sempre più spesso che gli autori scrivano più per il dovere di farlo che per una vera e propria passione e, in Indian Emoticons, si comprende chiaramente che l'autrice ha dovuto scriverlo, non ha semplicemente deciso di farlo.
Il secondo è legato ad una delle motivazione per cui si legge: la conoscenza. Scoprirete cose che non sapevate di questo Paese e, la conoscenza, va sempre e comunque perseguita.

Citazioni

Introduzione

Così ho immaginato questo breve testo: una rapida raccolta di "emoticons" scritte durante quattro viaggi in quattro anni consecutivi (dal 2007 al 2010) cercando di preservare la freschezza del momento.

Ho scritto solo ciò che sentivo, in qualche modo, per me nuovo e diverso.

Il testo è suddiviso in quattro sezioni: "Sguardi", "Emozioni", "Storie" e "Cronache", per riunire approcci e generi diversi di scrittura. 

Sguardi

In tutta l'India a fine agosto si festeggia Ganesh, il dio con la testa di elefante, e anche le minoranze indù di Arambol, piccolo villaggio a nord dello Stato cattolico del Goa, eredità coloniale dei portoghesi, fanno festa per una intera settimana.

Nella magia dei chiaroscuri si intravedono donne in saree sgargianti con bambini elettrizzati.

Le statue, fatte di sabbia, spariranno poi magicamente nei sogni notturni del mare.

Da queste parti saltare un'onda è come volare in alto libri e leggeri, con i piedi che frullano nell'acqua allegri e insoliti. L'oceano ti porta con sé, ti attira lontano, verso il suo centro. Ma se resisti e resti puoi godere del bianco spumeggiare sulla pelle.

Kolkata a prima vista non è la temibile "città della gioia" del nostro immaginario letterario. La Calcutta del giornalista benefattore Dominique Lapierre sparisce, o si nasconde, di fronte ai cambiamenti portati dalla modernità.

Non si può respingere l'accoglienza: siamo in un luogo sacro e dobbiamo rispettare regole a noi sconosciute. Non è facile capire se sia una reale consuetudine o uno dei soliti espedienti per spillare soldi agli occidentali.

Le erbe amplificano ogni caratteristica del carattere e delle emozioni, per cui precipito in un mondo di ansie e paure inimmaginabili. È come se fossi un personaggio di un film oscuro o del libro "Shantaram".

Emozioni

Come le giornate interminabili di pioggia incessante e potente, che s'interrompe a sera lasciandone il ricordo del cielo grigio e compatto, nell'umido che avvolge terra e persone.

Domani il mare tornerà di nuovo, prima del monsone, e sfogherà con le sue onde impetuose la vitalità trattenuta nella notte, quasi a riposare dalla troppa acqua caduta durante il giorno dal cielo. Acqua dolce o salata? Celeste o marina? In uno stesso tempo s'incontrano e perdono, per poi placarsi insieme, unite.

Forse la bellezza della perfezione può essere colta solo poche volte nella vita? O può essere solo immaginata sfogliando un catalogo di agenzia turistica o guardando un documentario alla tv?

Il mio cuore stenta a tornare quieto ma ringrazio intimamente la vita per la futile e preziosa quotidianità, per qualche secondo rimasta sospesa altrove.

È strano ritornare in un luogo così lontano e scoprire che invece è tanto familiare.

Ma io ho imparato, in questi anni, che all'India bisogna lasciarsi andare. Bisogna essere pronti ad andare al di là del proprio ego e delle abitudini, per cogliere ciò che di buono e nuovo questo Paese straordinario ha da insegnarti, anche nelle difficoltà.

Storie

È facile capire che, in una situazione come quella di Mumbai, dove la miseria non pecca di fantasia, dato l'assurdo accalcarsi di folle umane cenciose e affamate, anche a Vikhroli sembra contare più la quantità che la qualità.

Non diresti mai che dietro di sé hanno storie terribili di povertà, genitori morti o lontani. Sarà l'innocenza dell'infanzia o l'innata, indiana percezione del valore del "qui e ora" a togliere dai loro occhi ogni traccia di tristezza?

La sua è soprattutto una conversione del cuore, quella di una fede non studiata solo sui testi ma approfondita dall'esperienza, dallo stare con i poveri, dal confronto con altre culture e religioni.

Cronache

Questa è l'immagine paradisiaca del Dal Lake, a Srinigar, un lago che sembra celare una pace fuori dal tempo e invece nasconde un conflitto ininterrotto, tanti disordini e lutti giovani.

I maharaja non permisero ai conquistatori di costruire sulla terra. I britannici ci ripiegarono, e non a torto, sull'acqua.

In una sola notte si sono scatenati in un finimondo di acque, pietre e fango. In poche ore tutta la pioggia di un anno intero. Fulmini, lampi, tuoni fragorosi e grandine mai visti né uditi hanno fatto temere il peggio, per gli abitanti della zona. E il peggio è accaduto.

Sinossi ufficiale

Sguardi, emozioni, storie e cronache di viaggio in un mondo, un sub-continente, che conta un miliardo e 200 milioni di volti, lingue, culture e tradizioni differenti. Potremmo attraversare l’India in lungo e in largo, descriverla, provare esperienze terrene o spirituali, e nonostante questo vivere ogni volta suggestioni sempre nuove. Soltanto arrendendosi all’India, ai suoi colori, alla sua magia, sarà davvero possibile raccontarla, nel realizzare che mai si potrà comprenderla pienamente. Un libro che vuole cogliere e restituire emozioni fuggevoli e profondissime, sensazioni da imprimere rapidamente dalla pelle al cuore, con un linguaggio che sia efficace e immediato. Il titolo "Indian Emoticons" è un gioco di parole che fa riferimento alle emozioni vissute in India, che vengono qui riportate in una chiave giovane, veloce e leggera. Racconti come "emoticons", immagini di volti in movimento.

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