Salvare le ossa. (Trilogia di Bois Sauvage. Vol. 1)

Di Jesmyn Ward
Voto: 8,5
Prima edizione: 2011
Numero di pagine: 313
Editore: NN
Consigliato: Si

Tags: Statunitense, Serie/Saga, Contemporaneo
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Trama in breve

Salvare le ossa è il primo volume della Trilogia di Bois Sauvage. In questo volume impariamo a conoscere la giovane Esch e la sua famiglia, consapevoli che l'uragano Katrina si sta avvicinando a loro.

Incipit

PRIMO GIORNO
Partorire sotto una lampadina

China si è rivoltata contro se stessa. Se non lo sapessi, penserei che sta cercando di mordersi le zampe. Penserei che è impazzita. E lo è, in un certo senso.

Recensione

Di motivazioni per leggere ce ne sono tante e, per me, sono tutte valide. 

Quella che mi porta a leggere i libri NN Editore è la volontà di scoprire lati sconosciuti di me stessa. Ognuno di noi, specie chi legge da tanti anni, ha un'idea di sé stesso come lettore e, ogni volta che leggo un libro di questa Casa Editrice, quella che ho di me si amplia, permettendomi di notare tantissime sfumature che, altrimenti, non avrei mai visto.

È questo il motivo per cui ciò che mi ha colpita maggiormente di Salvare le ossa è stata la resa dell'atmosfera. L'empatia che si crea con i personaggi mi ha travolta totalmente: mi ha distrutta e mi ha ricostruita, aggiungendo al puzzle un pezzo di me che non sapevo di avere.
Si tratta, senza ombra di dubbio, di un volume ad alto impatto emotivo, ma esso è talmente variegato da colpire il lettore su più fronti. Possiamo considerarla un'opera sensibile e romantica, perché i temi trattati sono spesso delicati e dolci (la maternità e l'amore in tutte le sue forme), ma al contempo è duro, aspro, cruento e ci dice cose terribili (morti, lotte tra cani, violenza). 
Salvare le ossa riesce, perciò, a creare quel perfetto connubio (che nemmeno credevo potesse esistere) tra due estremi che, solitamente, rifuggo completamente se presi singolarmente e mi ha fatto scoprire di riuscire ad apprezzare anche l'emotività, se ben raccontata.

Io sento un movimento dietro il seno, come se qualcuno avesse aperto una canna dell'acqua al massimo, e l'acqua riscaldata dal calore estivo schizzasse fuori dalla pompa, bruciandomi. È amore, e fa male.

Grande merito va anche allo stile, come sempre impeccabile, che caratterizza il romanzo. Penso che in buona parte si debba la piacevolezza della lettura alla traduttrice Monica Pareschi che, nella nota del traduttore a fine libro, ci spiega anche un'importante scelta effettuata per rendere al meglio il gergo utilizzato nell'opera originale. 

Il romanzo è ambientato a Bois Sauvage, in Missisipi nell'estate del 2005, quando l'uragano Katrina ha imperversato portando morte e distruzione negli Stati Uniti. Il limite temporale in cui si svolge la vicenda è importante proprio per questo motivo: l'imminente arrivo dell'uragano, di cui noi tutti abbiamo sentito parlare, rende ancora più reale la vicenda. Per quanto riguarda l'ambientazione spaziale ciò che colpisce particolarmente è la descrizione che la protagonista fa del luogo in cui vive. La Fossa diventa per noi un luogo reale, le cui immagini si imprimono vividamente nella nostra mente.

C'è silenzio. Afa. Sembra che debba piovere, e invece no. Non ci sono stelle, e alla Fossa le lampadine sono accese.

Trattandosi di un libro importante a livello emotivo, è difficile leggerlo con la velocità e la spensieratezza di un romanzo di puro intrattenimento. Le parole in questo libro pesano, ed è giusto dare loro il tempo di attecchire dentro di noi ed essere comprese e ricordate a lungo. Il ritmo di lettura, perciò, è medio: si legge volentieri ma non si divora come si potrebbe fare con un romanzo dai contenuti più leggeri.

Il personaggio che riusciamo ad interiorizzare maggiormente è la protagonista, Esch. Attraverso le sue parole entriamo nel mondo in cui vive: non importa se ciò che fa o pensa è totalmente estraneo da noi e dal nostro modo di essere, ci immedesimiamo in lei perché si racconta attraverso delle emozioni universali che, per tempi e motivi diversi, abbiamo provato o potremo provare anche noi.

Nonostante il libro sia incentrato prevalentemente su Esch, l'autrice riesce ad approfondire e a farci scoprire il carattere di tutti i personaggi. Ancora più importante: riusciamo a capire ciò che provano gli uni nei confronti degli altri senza che ci sia bisogno che Jesmyn Ward ci espliciti qualcosa. Sono piccoli gesti, uno sguardo, una sensazione, eppure il lettore attento si rende conto di tutto il non detto e vede al di là di ogni minimo dettaglio, immaginando la grande portata che avrà per il futuro di Esch e della sua famiglia.

Sin dall'incipit comprendiamo alcuni degli elementi fondamentali della vicenda: la maternità, gli animali e l'istinto. Questi tre aspetti sono predominanti in tutta l'opera e, da soli, la descrivono già soddisfacentemente.

La trama del libro, infatti, è quella di una famiglia dalla pelle nera composta da padre, tre figli e Esch, l'unica figlia femmina. Il punto di vista fondamentale è proprio quest'ultimo e, attraverso di lei, impariamo a conoscere la loro realtà. 
Interessante il collegamento con la mitologia, la protagonista ama le opere classiche e sono ricorrenti i paragoni tra lei e Medea.

Lo svolgimento permette a questa trama familiare di mischiarsi con l'avvento dell'uragano Katrina e la portata della sua devastazione. Questo crea un'ulteriore dinamica che cambia gli equilibri, già precari, fatti di molti silenzi e poche verità.

Se uno dei suoi compagni di bevute gli avesse chiesto che cosa aveva in programma per quella sera, papà avrebbe risposto che si preparava per l'uragano. È estate e qui. in estate, c'è sempre un uragano che va o viene.

La conclusione è molto importante, trattandosi del primo libro di una trilogia temevo che potesse essere eccessivamente aperta e, invece, il finale può essere considerato autoconclusivo. Pur lasciando spazio ad una continuazione (che agogno particolarmente!) la vicenda narrata sino al questo momento si chiude, lasciando spazio a delle novità significative.

Anche questa volta NN ha pubblicato un libro di qualità, nel testo e nell'estetica. La cura utilizzata nei loro prodotti è evidente in ogni aspetto. La struttura intriga perché all'inizio di ogni capitolo troviamo come titolo "primo giorno, secondo giorno..." fino ad arrivare al dodicesimo. Questo ci fa chiedere perché queste giornate siano conteggiate e a cosa ci possa riservare il capitolo finale.

In conclusione, Salvare le ossa di Jesmyn Ward è un libro che mi ha fatto provare tante emozioni e, questo, accade di rado. Si tratta di un romanzo forte e dolce allo stesso tempo, adatto perciò ad ogni tipo di lettore. Probabilmente sia per i lettori più "duri" che per i lettori più "sensibili" questo libro sarà una novità: dategli un'occasione, fatevi travolgere anche dalla metà contraria alle vostre letture ordinarie e scoprirete qualcosa di unico!

Lo consiglio a tutti perché si tratta di un libro che mi ha lasciato moltissimo e spero che questo possa accadere anche a voi!

Citazioni

Adesso per China è arrivato il momento di dare invece di prendere, di offrire e non di rubare. Sta partorendo.

Se uno dei suoi compagni di bevute gli avesse chiesto che cosa aveva in programma per quella sera, papà avrebbe risposto che si preparava per l'uragano. È estate e qui. in estate, c'è sempre un uragano che va o viene.

«Mi fanno male le ossa.» ha detto ancora papà. «Li sento arrivare, io.»

Gli insetti che ronzavano disegnando cerchi d'aria sopra lo spiazzo di terra rossa, la palla che rimbalzava, il blues di papà che arrivava dalla radio del furgone, tutto mi invitava a uscire.

La terribile verità di ciò che sono divampa nel mio stomaco come l'incendio di un arido autunno, e divora tutti gli aghi di pino caduti dagli alberi. Li dentro c'è qualcosa.

Poi quel po' di gioia che avevo dentro per aver trovato un nome trema e si spegne. A cosa serve darle un nome se deve morire?

Non voglio che se ne accorga, ma non posso dirglielo perché mi mancano le parole per farlo. Non l'ho ancora detto nemmeno a me stessa, non sono riuscita a pronunciarle quelle parole.

Non ne sono sicura, ma non gli darò più la possibilità di vedermi. Non gli lascerò vedere niente finché nessuno di noi avrà più scelta, e allora nessuno potrà fingere di non vedere, nessuno potrà ignorare, e forse ciò che vedremo ci tramuterà in pietra.

Sinossi ufficiale

Un uragano minaccia di colpire Bois Sauvage, Mississippi. In un avvallamento chiamato la Fossa, tra rottami, baracche e boschi, vivono Esch, i suoi fratelli e il padre. La famiglia cerca di prepararsi all'emergenza, ma tutti hanno altri pensieri: Skeetah deve assistere il suo pitbull da combattimento dopo il parto; Randall, quando non gioca a basket, si occupa del piccolo Junior; ed Esch, la protagonista, unica ragazzina in un mondo di uomini, legge la storia degli Argonauti, è innamorata di Manny, e scopre di essere incinta. Nei dodici giorni che scandiscono l'arrivo della tempesta, il legame tra i fratelli e la fiducia reciproca si rinsaldano, uniche luci nel buio della disgrazia incombente. Salvare le ossa racconta la vita di ogni giorno con la forza del mito, e celebra la lotta per l'amore a dispetto di qualunque destino, non importa quanto cieco e ostile.

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