IL SONAGLIO, CAMILLERI

 

Per il Sonaglio Camilleri continua a trarre ispirazione dagli autori di epoche lontane, anche se in questo caso non attinge dal mito, ma dal pensiero del poeta dell'antica Roma Lucrezio e dal contrasto tra ratio e religio che ha caratterizzato la sua opera.

Camilleri abbassa il tiro, riporta nel quotidiano il pensiero del poeta sfruttando le contrapposizioni già naturalmente presenti nella sua terra e nel suo popolo.

Stavolta si parte dalle tenebre delle miniere, dalla vita orrenda dei carusi pirandelliani, che il protagonista del racconto riesce a scansare per un soffio.
Giurlà è un picciotto di mare, esperto nuotatore e con la straordinaria capacità di pescare a mani nude, ma la sua famiglia è povera e il ragazzo rappresenta una bocca in più da sfamare.
Nel futuro di Giurlà non ci sono né le profondità della terra né l'immensità mare, ma le vette delle montagne dove va ad imparare il mestiere di capraio.
Questo nuovo mondo lo lascia disorientato, ma presto impara ad apprezzare la sua nuova vita:


''aviva cento profumi che s'intricciavano l'uno con l' autro e addivintavano milli, dumila,la genzianella, la mintuccia, la sarbia, il vasalicò... E i colori? maria quanti ci nn' erano!''


e se all'inizio prova una punta di malinconia, presto troverà conforto in Lucrezio e in una nuova amica che colmerà il suo senso di solitudine, la capra Beba.
Giurlà imparerà ad amare la selvatichezza che lo circonda e quella del suo essere, traendo da questa felicità e piacere.
Per un breve periodo, sotto richiesta del padre, torna alle sue origini, ma ormai ha le montagne nella mente e l'impronta di una capra sul cuore..come dice il poeta Lucrezio:

'se la persona amata è lontana, restano però presenti le immagini sue e il suo nome hai sempre sulle labbra'.

Giurlà quindi torna alle sue vette e alla sua agognata solitudine fra le capre;
è ormai un giovane uomo e sente il delirio dei sensi, trova conforto come può, fra le morbidezze di una donna non sua e la ruvidezza del pelo di una capra che sembra amarlo come una moglie..Camilleri non resite e in barba alle opinioni di Lucrezio, avvia la mutazione della capra in donna.
Beba è fedele e passionale, punta gli zoccoli se necessario e non tollera ingerenze da parte di altre concorrenti.
Questo strano amore potrebbe sembrare una mostruosità contro natura, ma l'autore riesce a contrapporre (rientrando nelle grazie del poeta), la vera violenza di animali più grossi contro chi è davvero inerme, mostrando come i sentimenti possano andare al di là della forma e dell'essere.

Gli anni passano e nella storia fa il suo ingresso la parte complementare e al tempo stesso antinomica di Beba, la Marchesina Anita, di elevata classe sociale e portatrice di un caprino segreto.
Si torna alle origini e i tre elementi base del romanzo, tenebra, acqua e cielo vengono fusi insieme per arrivare all'apice della storia, dove il cambiamento avviene e le discrepanze sono saldate.

Con il Sonaglio si chiude il viaggio di Camilleri nel mondo del mito e della mutazione.
I racconti che compongono questo Ciclo, hanno certamente un tono leggero e traggono ispirazione dal favoloso passato, dal mito e dalla leggenda, ma riescono a toccare delle corde sensibili dell'anima; parlano di amore e speranza, senza escludere la tristezza, la passione il desiderio e persino la violenza, tutte quelle forze, interne ed esterne, che ci circondano ogni giorno e che rendono unica e irripetibile ogni esistenza.

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